Top 5 – Gli Oscar più ingiusti della (triste) storia di Hollywood

La mia avversione per le giurie risale all’ annus horribilis 1996. In principio fu il colpo basso al festival di Sanremo. Tutta Italia tifava per Elio e le Storie Tese, che con La Terra dei Cachi aveva accalappiato l’interesse giovanile in un festival per ottantenni. Vinse Rosalino Cellammare, in arte Ron, con la sua hit da Autogrill Vorrei Incontrarti Tra Cent’Anni. La notizia non fu accolta affatto bene nella mia scuola media. Poi l’inspiegabile Pallone d’Oro a Matthias Sammer dopo Euro 96: se Baresi e Maldini non hanno mai vinto questo premio, nessun altro difensore dovrebbe azzardarsi a farlo.

Gli Academy Awards, probabilmente, sono la cerimonia in cui i giurati danno il peggio di sé. Entrano in gioco incompetenza, crudeltà e Legge di Murphy, ma soprattutto, mi sembra evidente, le oscure dinamiche della cricca di Hollywood. Seguono i cinque Oscar che, per ragioni diverse, ho trovato più mortificanti.

Numero Cinque: Marisa Tomei, Miglior Attrice Non Protagonista 1993 per Mio Cugino Vincenzo

Questo è un caso più unico che raro. Marisa è un’attrice bravissima e- anche vent’anni dopo- di eccezionale bellezza. Trovo che sia anche molto versatile e vederla alzare una statuetta è cosa buona e giusta. Il problema è che, secondo la leggenda, questo Oscar non doveva vincerlo lei. A consegnare il premio c’era il mascellone Jack Palance, già miglior attore non protagonista due anni prima per Scappo dalla Città, ormai settantaquattrenne. Pare che la giuria avesse scelto Vanessa Redgrave (Casa Howard), ma il povero Jack, un po’ orbo e probabilmente ubriaco, non era in grado di leggere il verdetto e improvvisò. Mi spiace per Vanessa, ma almeno aveva già vinto nel 1978.

Numero quattro: Nicolas Cage, Miglior Attore Protagonista 1996 per Via da Las Vegas

Miglior Attore Protagonista, di cui abbiamo una diapositiva

Nulla di personale contro Nicolas Cage, che ho adorato ne Il Genio della Truffa. Negli ultimi tempi fa film tremendi, ma come direbbe Lotito “Pecunia non olet. Mai.” Comunque l’Oscar per Via da Las Vegas mi sembra eccessivo. In primis il simpatico Nicolas non è un campione di espressività, in secundis quell’anno (lo stesso a.h. 1996 di Ron e Sammer) c’era Dead Man Walking ed è stato molto scortese non premiare Sean Penn.

Numero tre: Reese Witherspoon, Miglior Attrice Protagonista 2006 per Walk the Line

Scelta probabilmente impopolare, ma non posso farne a meno. Detesto Reese Witherspoon almeno quanto Mazzetti odia Sandra Bullock, trovo che sia un’insopportabile smorfiosetta ed è stato dolorosissimo vederla vincere. Secondo me non c’azzecca nulla con June Carter e rovina un film stupendo, come se a un certo punto ne I Quattrocento Colpi spuntasse Mammuccari. E’ inspiegabile che non abbia vinto Felicity Huffman per Transamerica, avrei tollerato anche Judi Dench (Lady Henderson Presenta), ma la Witherspoon mi toglie il sonno. Peraltro sembra aver lanciato un incantesimo su tutto il resto dell’umanità, che la trova bella, brava e simpatica. Joaquin Phoenix, che è un eccezionale Johnny Cash ma aveva contro Philip Seymour Hoffman in Capote, deve aver pensato al suicidio.

Numero due: The Way We Were, Barbra Streisand, Miglior Canzone 1973

Ma dico. Se uno vede tra i candidati il nome “Paul McCartney” può avere dei dubbi? Ho ricontrollato tre volte, ma a quanto pare “Live and Let Die” non ha vinto. Pazzesco. Che poi uno pensa, ci saranno stati i Rolling Stones, i Creedence Clearwater Revival, Lou Reed. No, Barbra Streisand. Va beh.

Numero Uno: qualsiasi Oscar ai tre capitoli de Il Signore degli Anelli che non sia per Costumi o Effetti Speciali

Maledetto nano dai piedi pelosi. Mi hai rovinato la vita.

Odio lo pseudo-medioevo con risvolti fantasy. Lo lascio volentieri ai metallari con l’alitosi, o ai disadattati che giocano a Magic e non parleranno mai con una ragazza. La trilogia dell’anello, che sono stato costretto a vedere per intero (la prima volta sono andato volontariamente perché c’era Liv Tyler, salvo poi scoprire che si vede per pochi minuti), è stata un supplizio. Non ho trovato nulla che possa giustificare premi per miglior film, regia, sceneggiatura. Ho visto solo cavalieri prestanti, nanetti simpatici ed elfi effeminati, che combattono contro orchi putrescenti per quattro ore a botta. Come dissi già per Hugo Cabret, che di Oscar maggiori non ne ha visto neanche uno e meno male, un kolossal guadagna milioni anche senza premi fasulli decisi dalle case di produzione. L’anno de Il Ritorno del Re c’erano City of God, Lost in Translation, Mystic River. Che vergogna.

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2 thoughts on “Top 5 – Gli Oscar più ingiusti della (triste) storia di Hollywood

  1. Gentile Biglia, trovo che ci sia un conflitto d’interessi più che palese nella sua scelta di “premiare” con il primo posto la trilogia de Il Signore Degli Anelli, in cui compare il suo sospetto compagno di merende Frodo. Trovo personalmente che siano film molto belli, invece. Ricordo di aver visto il primo capitolo in una sala pressoché deserta di Musile Di Piave, in cui mangiai i migliori pop corn della mia vita.

    In fede,
    GDM

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