NBA PLAYOFFS 2012 – Pronostico per la Western Conference

E oggi, dopo il turno della Eastern, tocca al pronostico della Western conference degli NBA playoffs 2012. Bella forza, direte, siamo già al tip off di gara 3. Invece, nonostante tutto, ad Ovest i giochi non sono per nulla fatti.

Sia chiaro, i favoriti per il passaggio del primo turno rispecchiano più o meno fedelmente l’ordine di arrivo al tip off, per cui non dovrebbe esserci spazio per clamorose sorprese, anche se a oriente abbiamo già assistito ad un paio di grosse e grasse sorprese come la rottura del crociato di Derrick Rose, che rischia seriamente di pregiudicare il cammino di Chicago anche prima della finale di Conference, e la sospensione di Rajon Rondo, reo di aver sfiorato l’arbitro con il petto nel match inaugurale tra Indiana e Boston, che si è ad ogni modo ripresa gara 2 grazie alla prestazione monstre di Paul Pierce (36 punti, 14 rimbalzi).

Ma torniamo finalmente ad Ovest per dare un’occhiata al bracket con relativo recap:

1 San Antonio – 8 Utah (serie sul 2-0)

Fin qui nessun problema per gli Spurs di coach Popovich, fresco Allenatore dell’anno, che confermano quanto di buono dimostrato durante la regular season. Miglior record della lega, miglior sistema della lega. Si, perché gli anni passano ma i ragazzi in nero e argento sono riusciti anche quest’anno (e meglio del recente passato) a sopperire al graduale pensionamento di Tim Duncan e agli acciacchi perenni di Manu Ginobili, che ha spento la 35 esima candelina proprio nel 2012. Gran parte del merito va ascritto al francesino, Tony Parker, capace di registrare alla soglia dei 30 anni, la miglior stagione in carriera (18 punti, quasi 8 assist per sera), tanto che non sarebbe un’eresia considerarlo come uno dei più seri candidati all’MVP, se non esistesse Lebron. A questo andrebbe aggiunto il classico contributo di una delle dirigenze più competente della Lega, capace anche quest’anno di accalappiare dal mercato i giocatori più funzionali al proprio sistema di gioco. Attenzione, davvero attenzione, al contributo del vecchio Stephen Jackson (già campione con gli Spurs nel 2003) e soprattutto a Boris Diaw, un giocatore che già ai tempi di phoenix aveva tatuato in fronte la scritta “Popovich”. Prevedo (giuro, anche prima del 2-0 provvisorio), uno sweep clamoroso. Utah non ha una chance. Nemmeno mezza.

2 Oklahoma City – Dallas 7 (serie sul 2-0)

Ed eccoci al primo turno forse più interessante di tutti i playoffs 2012. OKC è reduce da una stagione esaltante, che ha confermato l’ennesimo passo in avanti nella trasformazione in squadra da titolo: Durant ha vinto il suo terzo trofeo di miglior cannoniere consecutivo, Westbrook ha ufficialmente un jumper affidabile, Harden sta per vincere il premio di miglior sesto uomo dell’anno, essendosi trasformato nella versione di colore di Manu Ginobili per I.Q. cestistico e impatto sulla partita, e Ibaka ha confermato le proprie doti di “portiere”, essendo di gran lunga il miglior intimidatore della Lega. Dovrebbe bastare questo per aver ragione sui vecchi Mavs, orfani di peso in mezzo all’area e tutti più anziani di una stagione. Eppure il momentaneo 2-0 non deve trarre in inganno: Dallas è viva, anzi vivissima. Se gara 1 è stata decisa da un buzzer beater di Durant,  anche gara 2 si è risolta solamente all’ultimo possesso. Wunder Dirk Nowitzki sembra essere entrato in forma al momento giusto, al pari di Jason Terry, mentre Shawn Marion sembra avere ancora benzina nel motore. Se Vince Carter avesse un sussulto d’orgoglio, l’esito finale è messo in discussione fino alla fine. Adesso la serie si sposta a Dallas e tutto può succedere. Mi gioco un braccio (lo so che verrò smentito), ma gara 3 andrà proprio ai padroni di casa, che accorceranno sul 2-1. Passa comunque OKC, probabilmente in sei partite, ma occhio ad una gara 7.

3 L.A. Lakers – 6 Denver (serie sul 2-0)

I Lakers si sono presentati ai nastri di partenza con alle spalle una stagione a dir poco surreale. Nuovo coach (Mike Brown) e addio triangolo, via Odom in cambio di niente, via Fisher in cambio di Session e del pippone Jordan Hill (in attesa di processo per aver tentato di strangolare la fidanzata, si dice). Kobe Bryant gioca una delle sue migliori stagioni nel passato recente e, mentre Bynum miracolosamente rimane integro per una stagione intera (giocando da all star), Gasol comincia ad appostarsi fuori dalla linea da tre, manco fosse Lavrinovic. Se a questo aggiungiamo la sospensione di Metta World Peace per 7 partite, capiamo bene l’ottovolante cui i tifosi losangelini sono stati sottoposti negli ultimi mesi. Eppure i gialloviola di coach Brown hanno agguantato la terza posizione, Bynum e Gasol hanno cominciato ad integrarsi alla perfezione, Sessions ha portato una dimensione sconosciuta per gli ultimi 15 anni di playmaking e Kobe.. beh.. fa Kobe. In questo momento il reparto lunghi non è marcabile da nessuna franchigia e i Lakers sono tosti, concentrati e decisamente una delle più serie pretendenti al titolo. Denver, al contrario, appare troppo leggera e ha enormi difficoltà ad accelerare il ritmo, unico modo per segnare un canestro più degli avversari, come del resto è avvenuto in regular season. Faried mi ricorda Varejao per intensità e piccole cose ma cede troppi kg e cm, Koufos non si sa cosa ci faccia a queste latitudini e Javale Mc Gee… gioca come sa, ecco. Mi spiace per il Gallo, comunque autore di buone prestazioni nelle prime due gare, ma i Nuggets don’t stand a chance. Lakers in 5, ne perdono una a Denver per far rientrare prima World Peace.

4 Memphis – 5 L.A. Clippers (serie sul 1-1)

Questa è una delle serie più incerte degli ultimi anni. I Clips hanno rischiato di arrivare terzi in regular season, prima di farsi lasciare indietro dai cugini e di farsi rimontare dalla squadra della città di Elvis. Se ne facciamo una questione di talento, non c’è storia, l’ago della bilancia pende dalla loro. Se ne facciamo una questione di voglia, allora Memphis passa diretta come un treno. La verità, ovvio, sta nel mezzo. Gara 1 epica, con una clamorosa rimonta da -27 per i Clippers nell’ultimo quarto, subito pareggiata da una combattutissima gara 2 che Memphis si è aggiudicata con il sudore della fronte. Tra l’una e l’altra l’ennesimo infortunio al reparto esterni per la squadra meno blasonata di Los Angels, con Caron Butler che si è fratturato la mano sinistra. Ora la serie si sposta a Los Angeles, ma la mia sensazione è che ai Clippers non bastino Bobby Simmons in ala piccola e Randy Foye in guardia per aver ragione dei Grizzlies del piccolo Gasol e Rudy Gay. Penso che passerà Memphis, verosimilmente in 6 partite.

Se spingiamo il giochino un po’ più in la, le cose si fanno decisamente più interessanti. Da un certo punto di vista tre delle quattro semifinaliste (se c’azzecco, ovvio), mi sembrano equivalersi, un po’ come capita al classico forbice-sasso-carta. In un’ipotetica finale di conference OKC si accoppia meglio con i Lakers, dove potrebbero far valere la maggior freschezza atletica costringendo Bynum e Gasol a ritmi inusuali per loro, senza contare che una vera risposta a Kevi Durant si ha ancora da trovare. In tutto questo Ibaka e Perkins hanno sufficiente stazza ed atletismo per reggere l’urto della front line gialloviola. Discorso ribaltato se ad affrontare i Lakers fossero proprio gli Spurs: qui di stazza ce n’è pochina, e la tradizione gioca un ruolo fondamentale in tempo di playoffs, dove ricordiamo San Antonio non ha mai battuto Los Angeles in una serie recente. Qualora invece si affrontassero OKC  e la squadra di Pop, la maggior esperienza ma soprattutto il sistema dell’ex agente della CIA sembrerebbe fatto apposta per far lavorare troppo il cervellino di Russel Westbrook, ancora da testare a livello di maturità. Già mi vedo un suo 7/51 in gara 6 mentre Matt Bonner piazza la tripla della staffa…

Insomma, lotta apertissima.

Se proprio dovessi giocare sulle finaliste alla SNAI, probabilmente andrei con OKC contro Miami. Il sogno, però, è di vedere i gialloviola contro Lebron James e compagni. Se Kobe ne mettesse 35 per sera, non sarebbe così improbabile.

Da inguaribile nostalgico, vi lascio con il più incerdibile buzzer beater della storia. Enjoy.

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