NBA PLAYOFFS 2012 : Pronostico per la Eastern Conference

"Post Season NBA"

Ci siamo. Finalmente i Playoffs NBA 2012 sono alle porte e le danze inizieranno ufficialmente giovedì prossimo. Si tratta del coronamento di una stagione di basket pro molto particolare, quella caratterizzata della serrata dei proprietari, in rotta col sindacato dei giocatori sul rinnovo del contratto collettivo di lavoro.

Gli esiti di questa estenuante trattativa si sono tramutati in una regular season di sole 66 partite, un calendario massacrante per i giocatori, che hanno dovuto prendere confidenza con il temutissimo back-to-back-to-back (tre gare in tre giorni consecutivi) e fare i conti con una serie impressionante di infortuni muscolari (chiedere a Bargnani  e Gallinari, se parliamo italiano), senza contare gli effettivi che hanno cominciato la stagione altrove (Europa o Cina) e si sono aggregati man mano a stagione in corso. L’altra faccia della luna, di una stagione corta dove ogni vittoria conta, si è tradotta in un livello agonistico a mio parere nettamente superiore alla media. In particolar modo dalla pausa per l’All star game in poi, le varie franchigie in lotta per una posizione migliore ai nastri di partenza della off season se le sono date di santa ragione, con il caso recentissimo dell’ultimo match tra Oklahoma City e i Lakers, una partita conclusa con un doppio overtime  (e l’infame gomitata di Mr World Peace a James Harden, che gli è costata 7 partite di squalifica) e la W per Los Angeles.

Gli standings oggi sono pressoché tutti definiti, salvo NY e Phila che se la giocheranno fino all’ultima.

Nella Eastern Conference, dalla prima all’ottava, partiranno:

1 Chicago (49 -16, miglior record della lega) vs 8 Philadelphia (35 – 30)

2 Miami (46 – 19) vs 7 New York (35 – 30)

3 Indiana (42-24) vs  6 Orlando (37 – 28)

4 Boston ( 38 – 27) vs 5 Atlanta (39 – 26)

Onestamente è lecito aspettarsi poche sorprese. Oltre i Bulls e gli Heat non si capisce quale franchigia sia in grado di contendere per un posto in finale di conference. Mi sento, per motivi diversi, di escludere categoricamente i Knicks e i Sixers. Entrambe infatti non hanno una chance contro le prime della classe, anche se forse a Philadelphia hanno qualcosa da dire in virtù di un ottimo sistema e una delle panchine più lunghe della Lega, con addirittura due papabili per il ruolo di miglior sesto uomo dell’anno (comunque già assegnato James Harden di diritto):  Thaddeus Young e soprattutto Sweet Lou Williams, unico giocatore in rosa capace di crearsi il proprio tiro.

"Sweet Lou"

Numero Jordaniano.. E' un buonissimo playmaker, con punti nelle mani

Nella Grande Mela invece si continua a navigare a vista. Nonostante Mike Woodson sia un buonissimo coach, il roster in sé continua a non convincere ad un livello più alto, tanto per la composizione del roster che ne limita da sempre la fluidità offensiva, con Melo e Amare a fare un possesso a testa, quanto  all’impatto nell’altra metà campo dove gli stessi risultano da sempre pressochè nulli. Se a ciò aggiungiamo le capacità di lettura e comprensione del gioco di J.R. Smith e del Barone, ecco che New York e le sue ambizioni vengono riportate entro le giuste proporzioni. A prescindere che a bocce ferme le ultime due posizioni si invertano, non dovrebbero avere problemi né in Illinois né dalle parti del sud della Florida.

"La donna più fine del mondo"

Non sarà un'aquila, ma in quanto a compagne J.R. ci vede benissimo.. Molto graziosa, da portare a casa a cena coi tuoi

Nonostante la grande stagione, culminata con il premio a Larry Legend come GM dell’anno, anche Indiana non pare essere in grado di competere con chi ha un record migliore. Certo, in assenza di Dwight Howard, o di un Superman a mezzo servizio, non dovrebbero avere problemi a sbarazzarsi dei Magic privi del proprio totem, ma una volta in semifinale il loro destino pare essere segnato.

Discorso leggermente diverso per i Celtics, vecchi e stanchi per tre quarti di questa stagione ridotta ma che paiono aver risolto molti dei loro problemi grazie all’esplosione di Avery Bradley e della “retrocessione” a sesto uomo di Ray Allen. Quest’ultimo è stato capace di garantire nelle ultime apparizioni quella produzione dalla panchina così vitale per le sorti dei celtici, ed insieme al buono stato di forma di Pierce e Garnett ha rappresentato quel quid necessario ai biancoverdi per strappare ad Indiana il ruolo di outsider.  Sinceramente la sensazione è che a Boston si sia oggettivamente fuori tempo massimo, ma se sono integri potrebbero rendere la vita dura a chiunque. Sicuramente ad Atlanta, che dovrebbe uscire subito.

"The Sharp Shooter"

Ray oggi parte dalla panchina

Ma veniamo al dunque. Chi portiamo in finale di conference, Miami o Chicago? Purtroppo oggi mi sento molto fatalista e resto dell’idea che in Finale a giugno ci andranno ancora i ragazzi della Florida. In una serie di 7 partite, gli Heat sembrano ancora meglio attrezzati per contenere Derrick Rose, l’unica stella di Chicago. Anche se recentemente a Miami paiono aver rispolverato i cari vecchi isolamenti in punta o al gomito per Lebron e il Mascellone (Wade), è nella propria metà campo che gli Heat riusciranno a sopperire alla staticità della propria offense. Rose, sempre che quello che vedremo sia integro vista la quantità spropositata di infortuni, dovrà inventarsi una certa qual chimica con Rip Hamilton per superare un Lebron chiamato alla seconda missione speciale su di lui. Il vecchio Rip, anch’egli fuori per gran parte della stagione e mai realmente testato insieme al proprio playmaker, sarà chiamato ad un extra lavoro per sopperire alle lacune croniche di Carlos Boozer, storicamente sotto la doppia cifra quando incontra gli Heat.

"Rip"

Molte delle fortune dei Bulls passeranno dalle sue mani e dalla sua testa orribile. E' integro?

Con il tendine di Luol Deng sempre a rischio peggioramento, a maggior ragione in una serie che si ipotizza lunga e snervante contro una squadra come Miami, a Chicago potrebbe non bastare il miglior sistema difensivo della Lega per avere ragione della controparte. In attesa di essere smentito, mi turo il naso (si, io proprio non li sopporto.. e non necessariamente per La Decisione) e scelgo gli Heat come prima finalista per la costa orientale.

In attesa di parlare di Western Conference, e di una più ampia panoramica sui playoffs 2012, vi lascio con il meglio delle finali 2011, gara 2 e la rimonta del tedesco. Sto salivando..

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2 thoughts on “NBA PLAYOFFS 2012 : Pronostico per la Eastern Conference

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