La Musica Così Come La Trovai – Neil Young

In questa foto è venuto bene. In realtà è assai più brutto.

C’è un’abitudine abbastanza diffusa, al giorno d’oggi, che consiste, tanto per candidarmi al premio nobel per la banalità, nel dare contro o addosso ad ogni qualsivoglia atteggiamento religioso o sacro. Una specie di ultra ateismo militante che ha prodotto tutta una serie di divieti. Dire parole come sacro, o divino, o profeta, rischia di farti apparire, agli occhi della contemporaneità più erudita, come un tizio sbucato fuori dal Medioevo.

L’ateismo è una dottrina come le altre, e gli atei sono tanto indottrinati quanto lo sono i ciellini, quindi questi divieti suonano ridicoli quanto qualunque divieto prodotto da qualunque altra dottrina.
Quello che queste persone non capiscono è che il senso del sacro nell’uomo non è un qualcosa che si possa estirpare con qualche impreciso riferimento alla meccanica newtoniana o alle teorie di Darwin. Ci sono persone, nel novero delle quali sono ben contento di inserirmi, che a sentir parlare di queste teorie non sentono aumentare il loro senso di sicurezza riguardo le cose del mondo, quanto piuttosto il loro senso di meraviglia, di stupore, di estasi: il loro misticismo.
Quello che questi atei militanti non capiscono è che prendersi gioco di una profezia significa prendersi gioco di un’intera umanità, questo perché il profeta è colui che parla di fronte all’intera comunità dei parlanti, facendosi carico, in ogni sua singola parola, delle esigenze, delle pulsioni, del sentire di questa comunità. Non è un pazzo furioso che parla da una cima innevata dopo aver masticato un quintale di semi di datura.

Libri come l’Apocalisse di Giovani o l’Iliade non sono il frutto di menti infervorate da chissà quali estasi divine, sono il frutto di menti particolarmente sensibili, disposte a farsi ingravidare dal comune sentire dell’epoca in cui sono state prodotte, e per questo motivo eterne. Il poeta, o profeta che dir si voglia, è la persona che meglio coglie il senso comune del suo tempo e che lo traduce in arte, in musica, in versi, in un qualcosa di cui non si può rendere conto con assiomi, o con leggi, o con semplice dottrine. Il fatto stesso che creature fondamentalmente crudeli come gli esseri umani possano avere un qualcosa come il “senso comune” ha già, di per sé, qualcosa a che fare col misticismo, o con il non scientifico, se misticismo come parola non vi garba.
L’accordo, come tendenza generale dei discorsi, è il mistico. Il fatto che cose come il cosiddetto “malinteso” non possano esistere (se ti intendo male ti intendo male solo partendo da una precedente intesa) è il mistico. Portarsi dietro un ombrello perché il cielo è scuro è misticismo. Accanto ai giudizi percettivi, sostiene l’ottimo Charles Sanders Peirce, vi sono credenze originarie (ossia indubitabili, in quanto non soggette a critica) di tipo generale e ricorrente, nonché inferenze indubitabili e acritiche. E ancora, in un altro saggio: la cerchia sociale di un uomo (comunque si voglia intendere questa espressione, in senso lato o in senso stretto) è una sorta di persona, anche se non propriamente compatta, sotto certi aspetti superiore alla persona che costituisce l’organismo individuale. Che cos’è la musica, se non la cristallizzazione di questa “sorta di persona”, se non l’intervento di un profeta che si fa carico della voce di questa sorta di persona? L’aspetto della natura è devoto, scriveva Emerson, autore cui Peirce doveva molto (anche Nietzsche, quello che viene chiamato “il capo degli atei”, era un grande ammiratore del pensatore americano.), come la figura di Cristo, essa sta col capo piegato, e le mani raccolte sul petto. L’uomo più felice è colui che apprende dalla natura la lezione dell’adorazione.


Neil Young è una di quelle menti gravide, una di quelle persone in grado di cristallizzare il senso comune e di produrre opere che non invecchieranno mai. La sua musica è profetica, il modo in cui suona la chitarra è profetico. È in grado di catturare la tua attenzione, di farti vedere quello che sta suonando, e di farti toccare ogni singolo cambiamento nella dinamica di un suo pezzo. La storia della sua musica è epopea. Epopea di un uomo e di un’intera generazione, quella che ha visto naufragare le grandi speranze degli anni ’60 e che con Young si lecca le ferite con rabbia, difendendo con le unghie quel poco che è riuscita a salvare.

Per ogni speranza tradita, per ogni sistema ribaltato, c’è un pezzo di Neil Young pronto ad abbracciarti, a farti allontanare da quella frase che non ha niente a che fare con l’umanità, quella frase che dice “sono solo”, “soffro da solo”. Le sue canzoni sanno di alba, hanno il profumo e la forza di un’alba attesa, sudata, sofferta. Ci sono interi dischi, come After the gold rush o On the beach, che sembrano essere stati scritti interamente tra le cinque e le sei e mezza del mattino. Una voce strana, quasi fastidiosa alle volte, che mette insieme parole che suonano meravigliosamente, parole che sembrano nuotare sulla musica, quella musica che ti catapulta direttamente nel luogo in cui più vorresti essere.

Ascoltate la intro di Cowgirl in the Sand e poi venite a dirmi che non posso usare parole come sacro, o profeta, o mistico. La mia reazione, molto probabilmente, non sarà quella di offrirvi un gelato. Quella canzone parla di una puttana? Credo di sì. Come faccio a dire che è sacro un pezzo in cui si parla di una puttana? Io non dico un bel niente, io mi limito ad ascoltare quella chitarra infervorata, tutto il resto, letteralmente, scompare, se ne va, prende il largo.
Direi che per oggi ho finito di ammorbarvi, se dio vuole. Avrei potuto parlarvi delle sue basette, sarebbe stato molto più figo, così come più figo sarebbe stato parlarvi delle sue origini canadesi, quelle origini canadesi che mostra con fierezza indossando le camice che indossa, ma le direttive del capo mi impediscono di fare come Vice, modus operandi che, tra le altre cose e per il dio, mi lascerebbe molto più tempo per pensare a me stesso e al mese d’aprile che ormai è arrivato. Con venti ed abbondanti pioggie, a quanto pare.

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8 thoughts on “La Musica Così Come La Trovai – Neil Young

  1. Mi spiace che Neil Young, sia accostato ad un argomento tanto sgradevole come la religione. E mi spiace che un essere tanto arretrato sia un appassionato del “”verbo, come lo chiamo. Anche io allora ho da dire la mia; Ma gli idolatri rispettano chi nn crede? Contesto l’affermazione che sento spesso fare dai credenti che rispetterebbero le idee degli altri, e a costoro dico che questo semmai lo fanno gli atei. I fideisti bruciano Giordano Bruno e obbligano Galileo Galilei all’abiura. Perseguitano Cartesio, e finchè la massa abbocca, pretendono si creda che la Terra è piatta e sta ferma. Perseguitano gli umanisti e gli illuministi, si arricchiscono sulla pelle della povera gente, promettendo la vita eterna. Ci costringono all’ora di religione, al battesimo, al divieto dell’eutanasia, della ricerca sulle staminali, alla violenza della chiesa e a batterci per diritti civili come divorzio e aborto, contro la pratica delle mammane, tutta clericale. Nietsche sosteneva che le dittature nascono da una costola delle religioni, e io condivido. Che la Chiesa sia una colossale macchina per l’offuscamento della verità è indiscutibile. Che la religione sia venuta ad innalzare l’imbroglio come metodo primario di scambio tra gli uomini, e che abbia costituito un potere al servizio del quale siano stati commessi i crimini più efferati, è storicamente comprovato ed indubitabile. Che dio sia lo strumento inventato per praticare tutto questo è evidente e logico. “La cattiva notizia è che dio nn esiste, quella buona è che nn ne hai bisogno”. “Non è dio ad aver creato l’uomo, ma l’uomo dio”. “O si pensa, o si crede”.

    • Non ho parlato di religione. Ho parlato di misticismo, di senso del sacro, di profezie. Non sono un credente, non credo in una religione rivelata. Nessuno mi ha mai obbligato all’ora di religione, l’ho sempre frequentata spontaneamente. Il tuo è un esempio piuttosto evidente di nazi laicismo.

  2. Mi spiace che Neil Young, sia accostato ad un argomento tanto importuno come la religione. E mi spiace che un individuo tanto rivolto al passato sia un appassionato del “Loner di Toronto”. Anche io allora ho da dire la mia; Ma i credenti rispettano chi nn crede? Contesto l’affermazione che sento spesso fare dagli idolatri che rispetterebbero le idee degli altri, e a costoro dico che questo semmai lo fanno gli atei. I fideisti bruciano Giordano Bruno e obbligano Galileo Galilei all’abiura. Perseguitano Cartesio, e finchè la massa abbocca, pretendono si creda che la Terra è piatta e sta ferma. Perseguitano gli umanisti e gli illuministi, si arricchiscono sulla pelle della povera gente, promettendo la vita eterna. Ci costringono all’ora di religione, al battesimo, al divieto dell’eutanasia e della ricerca sulle staminali, alla violenza della chiesa e a batterci per diritti civili come divorzio e aborto, contro la pratica delle mammane, tutta clericale. Nietsche sosteneva che le dittature nascono da una costola delle religioni, e lo credo anche io. Che la Chiesa sia una colossale macchina per l’offuscamento della verità e la fede un gretto strumento di plagio è indiscutibile. Che la religione sia venuta ad innalzare l’imbroglio come metodo primario di scambio tra gli uomini, e che abbia costituito un potere al servizio del quale siano stati commessi i crimini più efferati, è storicamente comprovato ed indubitabile. Che dio sia lo strumento inventato per praticare tutto questo è evidente e logico. “La cattiva notizia è che dio nn esiste, quella buona è che nn ne hai bisogno”. “Non è dio ad aver creato l’uomo, ma l’uomo dio”. “O si pensa, o si crede”.

  3. E se Niel, oltre al senso del sacro, oltre alla profezia, abbia detto quello che ha detto proprio perchè è stato toccato da Dio? perchè doversi vergognare di credere in una religione rivelata, se questa ha come principio “amare il prossimo come se stesso”?

    • Non credo che ci si debba vergognare di credere in una religione rivelata.Io non ci credo perché non riesco a crederci, e non ho niente contro chi ci crede. se tu dici “toccato da Dio”, io preferisco dire “commosso dal Mondo”.

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