Weekend con il Morto – Gerard Heineken

OVVERO: BEER OR NOT TO BEER

Probabilmente nessuno disse a Gerard Ardiaan Heineken che il giorno in cui morì, lasciando la birreria che aveva fondato a 22 anni e nulla più, fu lo stesso in cui centocinquant’anni prima mori Robert Walpole. Non glielo disse nessuno anzitutto perché era morto, e ad un morto – contrariamente a quanto sostiene questa rubrica – non si parla e poi perché la sua gente non sapeva ancora cosa sarebbe scaturito da quella piccola distilleria olandese che il giovane Gerard gestiva. La Heineken, multinazionale della birra mediocre, comincia la sua storia nel 1864 ad Amsterdam, dove il giovane imprenditore si mette in affari rilevando la fabbrica di De Hooiberg – che si significa ‘balla di fieno’ – e fondando la nuova Heineken’s Bierbrouwerij Maatschappij (HBM).

Gerard fu subito impressionato da un piccolo, minuto, pignolo ragazzetto francese la cui famiglia si era recentemente trasferita ad Amsterdam. Louis Pasteur – che per i milanesi suona familiare grazie ad una periferica fermata della metropolitana – fu l’inventore di un rinnovato spirito birresco: Louis mise a punto un nuovo lievito di serie, che consentiva alla birra di essere riposta e conservata in diversi contenitori, mentre prima doveva essere mantenuta e spillata da enormi barili in cui fermentava in continuazione – il ragazzetto si distinse, col tempo, in altri campi della chimica alimentare, diventando un medico botanico prima e un medico poi. Gerard ci aveva visto giusto. Aveva dato vita alla produzione e confezionamento industriale della bevanda più popolare dell’intero globo – dell’universo intero, direi.

Dieci anni dopo, il signor Heineken apre una filiale della spilleria di birra a Rotterdam, sul mare del Nord, dove arriva la maggior parte del traffico commerciale marittimo proveniente dal vicino Oceano Atlantico. La città, al tempo, costituiva già il più grande porto commerciale dell’Europa del nord e il folcloristico pubblico che affolla i locali della birreria di Gerard Adriaan inizia ad affezionarsi al piccolo locale, ampliando la reputazione della birra. Così il povero agricoltore, che da bambino lavorava i campi paludosi di famiglia, diventa un affermato produttore della bevanda che da lì a qualche secolo avrebbe schiavizzato la forza di volontà dell’uomo comune e accompagnato l’esistenza del borghese medio, fino a condurlo alla totale dipendenza. La birra Heineken, che oggi fa parte della categoria di quelle mediocri e banaluccie, è la prima ad essere prodotta in serie ed esportata in altri luoghi e città.

Il nome di Gerard Heineken, anche se non poteva immaginarlo, sarebbe stato molto più popolare di quello del primo ministro inglese che morì il suo stesso giorno.

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