Top 5 – Canzoni (che mi piacciono) di cui mi vergogno

Non provate a negarlo, ciascuno di noi (e quindi anche di voi) ama alla follia canzoni che si vergogna perfino di conoscere, canzoni che sapete perfettamente e che con regolarità, ad ogni canto del gallo, rinnega per tre volte. Adesso sono grande, mi sento forte e ho deciso di sputare il rospo. Abbiate il coraggio di seguire il mio esempio, vi farà bene.

NUMERO 5 – Ti sento vivere, 883 (1995)

Come buona parte dei giovani uomini che hanno più o meno la mia età, conosco a memoria i tre album degli 883 Hanno ucciso l’uomo ragno (1992), Nord Sud Ovest Est (1993) e, La donna il sogno e il grande incubo (1995); quest’ultimo lo acquistai personalmente (con i soldi della mamma, che ringrazio) all’Autogrill di Courmayeur, durante la pausa-pipì che ci avrebbe condotto dentro al Traforo del Monte Bianco; ero in camper con i miei zii – stavamo andando in Normandia – e a dieci chilometri da Lione conoscevo già l’intero disco a memoria. Qualche anno dopo inviai una lettera d’amore ad una ragazza – io avevo tredici anni, lei sedici -, la lettera conteneva l’intero testo del ritornello di Ti sento vivere, uno dei brani imparati durante quel viaggio (che vi esorto a riascoltare con attenzione). La risposta della ragazza giunse dopo un’attesa infinita durata sette giorni (erano lettere vere, non e-mail) e recitava: «caro Giancarlo, sei stato davvero molto carino a scrivermi queste parole. Sono certa che se continuerai così avrai un sacco di successo con le ragazze!» Credo sia quello il preciso istante in cui ho deciso che sarai stato un grande stronzo con le donne.

NUMERO 4 – Qualcosa di grande, Lùnapop (1999)

Essere un preadolescente aspirante punk-rocker non è semplice. Non solo devi ascoltare la “buona musica” (quella è la parte più semplice e piacevole), ma devi anche imparare a non ascoltare, a saper riconoscere e ad odiare la musica “brutta”. Ovviamente il pezzo del povero Cremonini, vincitore del Festivalbar 2000, non era tra quelli permessi a noi pischelli con la rivoluzione in tasca, ma a me non dispiaceva affatto. Quando la passavano su MTV – cioè ogni mezz’ora circa – non cambiavo canale come i veri duri, e segretamente cantavo a squarciagola (sono un discreto imitatore) , soprattutto durante la parte finale del video, quella in cui sono nel cinema.

NUMERO 3 – Non me lo so spiegare, Tiziano Ferro (2003)

Non me lo so proprio spiegare il perché, ma l’odio che provavo per Tiziano Ferro sin dal primo momento in cui ho sentito l’orribile Xdono (in cui la X si legge “per”, mannaggia a lui) iniziò a svanire con l’uscita di questo brano. Lo trovo carino e interessante. Me ne vergogno po’.

NUMERO 2 – Frankenstein, Marco Masini (1995)

Colgo l’occasione per fare ufficialmente outing : adoro Marco Masini e gli sono immensamente grato per i suoi primi quattro album (senza contare quella cagata in spagnolo), che conosco tutti totalmente e perfettamente a memoria. Ho scelto questo pezzo per la top 5 perché ci ho versato qualche lacrima; è la storia di un ragazzo “speciale” che ha tentato il suicidio e ora si trova all’ospedale…  immenso il passaggio del “verrò a prènderti con due puttane in macchina”. Grande Marco. Spero mi possiate capire.

NUMERO 1 – Sulla porta, Federico Salvatore (1996)

L’unico motivo per cui non dichiaro esplicitamente che questa è la mia canzone preferita è che non la considero una canzone, bensì una pièce teatrale. Tredicesima al Festival di Sanremo, meritava di più, soprattutto visto che quell’anno vinse Rosalino Cellamare. È il monologo di un ragazzo omosessuale che abbandona la madre e la sua vita per trovare la felicità con il suo uomo. Un liberatorio sputo in faccia al mondo e alle sue convenzioni reprimenti. Pelle d’oca.
(scusate il video che vi propongo , ma nella versione originale di Sanremo modifica il testo per non dire la parola “omosessuale”: inaccettabile autocensura, sicuramente imposta).

Giancarlo Mazzetti

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12 thoughts on “Top 5 – Canzoni (che mi piacciono) di cui mi vergogno

  1. Non posso espormi troppo per non intaccare la mia reputazione,ma posso dirti che abbiamo due “vergogne” in comune… shhh!

    • Ma allora non serve a nulla! Io mi sono messo in gioco affinché lo facciate anche voi: è una terapia…accetta te stessa, Silvia!

      • Sto con una persona troppo stupida e rompi palle per poterle dire XD continueremo questo discorso in privato da ubriachi giuro !

  2. Sig. Giancarlo,sono d’accordo con lei quando dice che ognuno di noi ha in fondo all’anima quelle canzoni che sono al di fuori dal nostro concetto di vivere la musica.io non le nascondo ,che sono cresciuto con ,i pink Floid, Emerson Lake Palmer, Rolling Stones,Genesis…………. gli Eagles,Cat Steven,Simon and Garfunkele tc.etc.avevo più L:Pio di un negozio di dischi.Però quando si andava al parco di Trenno (Milano) con le sbarbate ,avevamo il mangia dischi ,(che non è un cane preistorico) e i 45 giri di Baglioni ,Camaleoti ,i Phoo,e cantavamo,e quando vi era una frase mielosa la cantavamo sussurando all’orecchio della ragazza che in quel momento ti attraeva.Certo poi alla sera in birreria ,fra amici se si parlava di musica,ma come si fa ad ascoltare certe canzoni.

  3. Ti Sento Vivere è stata la mia canzone preferita per buona parte della prima media (poi arrivarono gli Articolo 31). Era la colonna sonora delle mie fantasticherie sull’attrice che interpretava Sonia Blade nel film di Mortal Kombat. Per la vergogna fuggirò lontano e cambierò nome. GB

  4. egr. dott. Mazzetti, peccato non aver fatto una ” TOP 6 ” ……. forse in quella posizione avremmo trovato il grande Jovanotti con ” mio padre Mario” !!!!!???????

  5. E tutte quelle canzoni che canticchiamo in macchina con la radio accesa?
    Mettiamoci pure Lady Gaga, và! Che sicuramente le sue melodie prendono, nonostante le polemiche infinite.
    Io non me la sento di elencare le mie. Troppo imbarazzante.
    Apprezzo il tuo coraggio!

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