Nomination Oscar 2012: Molto forte…incredibilmente vicino, Stephen Daldry (recensione in anteprima)

Bambino problematico, di cui abbiamo una diapositiva.

Non nascondo di aver sempre detestato i film sui bambini problematici. Eppure proprio Daldry mi aveva stupito con lo splendido Billy Elliot, in cui tra lezioni di balletto e minatori in sciopero ci si concedevano quattro risate e ben più di una lacrimuccia. Pensavo che il taglio di Molto Forte, Incredibilmente Vicino fosse simile: protagonista accattivante, linea comica all’altezza, qualche momento in cui fare lauto uso di fazzolettini. Purtroppo ho trovato qualcosa di completamente diverso.

Il piccolo Oskar ha perso il papà l’Undici Settembre. Un anno dopo, frugando nel suo guardaroba, trova una chiave racchiusa in una busta con scritto “Black”. Decide allora di cercare tutti i “Black” di New York sull’elenco del telefono, che per la cronaca sono 472, sperando di trovare il lucchetto abbinato alla chiave. Sì, lo ammetto, ho pensato all’androide di Hugo Cabret e la mia disposizione nei confronti del film ne ha risentito. Ma non finisce qui.

Gli americani usano l’espressione “Jumping the Shark”, saltare lo squalo, per indicare il momento in cui gli sceneggiatori di un telefilm iniziano a dare segni di squilibrio. La faccenda trae origine da una terribile puntata di Happy Days in cui Fonzie salta uno squalo bianco con gli sci d’acqua, il giubbotto di pelle e gli slippini, il tutto con un’espressione serissima. E’ lo stesso tipo di nonsense per cui Vivian di Willy, il Principe di Bel Air viene rimpiazzata da un’altra attrice senza che zio Phil si accorga di dormire con una sconosciuta, o per cui Mitch Buchannon di Baywatch diventa cacciatore di vampiri e redivivi vichinghi nel memorabile spin-off Baywatch Nights.

Ci mancava giusto il vecchio che parla con i bigliettini, per dare un po' di ritmo a questo film (cit.)

Applicando il criterio ai lungometraggi, il salto dello squalo in Molto Forte, Incredibilmente Vicino è la comparsa dell’anziano inquilino che comunica tramite il quadernetto. Mi sento tremendamente in colpa a scagliarmi in modo così barbaro contro Max Von Sydow, interprete di straordinaria bravura e invidiabile longevità (dati alla mano potrebbe aver fatto le elementari coi fratelli Lumière, eppure non è cambiato dai tempi de Il Settimo Sigillo). Del resto recita molto bene e non ha colpe se la sceneggiatura non funziona. Fatto sta che nel momento in cui esibisce il primo foglietto io e Mazzetti ci siamo scambiati uno sconsolato cenno d’intesa, sancendo la definitiva bocciatura del film. Insomma: il bambino NON è simpatico, Sandra Bullock piange più spesso di Natalie Portman in Leon e il pur bravo Tom Hanks si vede un quarto d’ora. Il vegliardo che non parla dal bombardamento di Dresda è davvero troppo, e le sue peregrinazioni per New York insieme al pargoletto sono una sofferenza: su una mano ha scritto “Yes”, sull’altra “No”, per il resto usa un taccuino che rallenta terribilmente un ritmo già tutt’altro che sospinto.

Ci sono bellissimi romanzi da cui è difficile trarre un buon film. Penso in particolare a The Sound and the Fury di Faulkner, portato sul grande schermo senza il protagonista e con Yul Brinner che inspiegabilmente pomiciava insieme alla nipote. In questo caso il libro di Safran Foer, già autore dello splendido Ogni Cosa è Illuminata, era sicuramente difficile da trasporre nella sua interezza. Credo, ahimè, che il suddetto libro fosse anche molto brutto e che farne un film sia stata un’idea controproducente. Niente di grave, per carità, del resto anche Shakespeare ha scritto Misura per Misura e lo ha pure portato a teatro.

Molto Forte, Incredibilmente Vicino è uno dei candidati alla maglia nera tra le nomination nella categoria Miglior Film. Approfittando del fatto che uscirà in Italia ASSAI PIU’ TARDI del fatidico 26 Febbraio, consiglierei di concentrarsi su altro.

Graziano Biglia

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3 thoughts on “Nomination Oscar 2012: Molto forte…incredibilmente vicino, Stephen Daldry (recensione in anteprima)

  1. Il tuo commento si basa solo su pregiudizi. Se hai intenzione di continuare a giudicare i film in questo modo, fallo sul tuo diario!
    Il film è splendido e affronta la storia del bambino “problematico” in maniera fantastica!
    Bocciato…tu!!!

  2. che bello, il mio primo nemico! nulla di personale caro matt, ma trovo che questo film sia di una banalità sconcertante e non solo per il bambino col tamburello legato allo zaino. non funziona quasi nulla e non mi do pace, perché ho sempre amato Daldry. peraltro non possiedo alcun diario, per cui temo che continuerò a usare questo blog per molto tempo. senza rancore, GB.

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