Cultura d’impresa – Il caso Generali

Il noto leone simbolo del Gruppo Generali

Tutti sappiamo che il leone alato è simbolo di Venezia. Sappiamo anche  che questa stessa immagine, dal 1831, rende riconoscibili le Assicurazioni Generali in tutto il mondo. Il loro HQ si trova a Trieste e proprio qui, in piazza Duca degli Abruzzi, vengono prese le Decisioni. Quelle con la D maiuscola, le scelte vitali per l’evoluzione, il progresso e la crescita continua del Gruppo.
Gli economisti e gli avvocati che ci leggono conosceranno questa società attraverso i suoi dati o le sue quotazioni di borsa.

Tuttavia c’è un altro aspetto delle Generali, non meno interessante e che bisogna conoscere. Non solo a titolo informativo ma anche per qualità delle operazioni che andremo ad analizzare.

Nel 2011 Confindustria ha celebrato il suo centenario pubblicando il Manifesto sulla cultura d’impresa con l’obiettivo di diffondere il punto di vista di imprese, manager, imprenditori e far conoscere a tutti, specialmente ai giovani, i principi fondativi che ne regolano l’operato: responsabilità, sostenibilità, merito, innovazione, valorizzazione, rispetto degli altri, etica della legalità, legame con il territorio, integrazione, crescita delle imprese familiari e una visione aperta della società. Oltre che di cultura d’impresa, è ormai necessario parlare dell’importanza della cultura come elemento costitutivo di un’azienda, o meglio del “parametro cultura” o “gradiente culturale” interno ad essa. Infatti, quando si parla di sostenibilità d’impresa e wellness di un’organizzazione, facciamo riferimento tanto ad un asset materiale quanto immateriale. Ovvero una componente finanziaria che cresce guardando al capitale intellettuale della forza lavoro, consolidandosi costantemente. “Un’organizzazione è sostenibile quando estrae e fa circolare la conoscenza delle proprie persone e si pone in ascolto dei territori in cui vive. La sostenibilità rappresenta una sfida di business che investe tutti i suoi membri perché ha a che vedere con la gestione della conoscenza”, sostiene Paolo Antonini.
A differenza di molte, forse della maggior parte, delle realtà aziendali presenti sul territorio nazionale, sin dall’inizio della sua attività il Gruppo Generali si è accorto dell’importanza di costituire un’identità aziendale basata non soltanto su valori economico-finanziari. Cioè?
Dato un DNA di partenza, la società ha saputo ascoltare, preservare e valorizzare la propria cultura aziendale sviluppando attività alternative al proprio core business ma fondamentali al benessere generale della struttura. Tenendo sempre presenti le sue origini, conservando documenti e oggetti che ne hanno fatto e continuano a scriverne la storia, ammettendo pregi e difetti, Assicurazioni Generali può vantarsi di avere una cultura d’impresa forte e radicata. Nel territorio, tra i dipendenti, nella sua identità.
Di cosa stiamo parlando esattamente e come è stato possibile realizzarlo?
Resterete piacevolmente sorpresi dal venire a sapere che il Gruppo possiede proprietà agricole in Romania, che ha scelto, acquistato e che ora coltiva ormai da 8 anni.

Una delle immagini che ripercorrono la storia agricola del Gruppo Generali. Foto Trivioquadrivio

Genagricola SpA rappresenta una delle più importanti realtà del panorama vitivinicolo italiano. Ma voi lo sapevate che le Assicurazioni Generali posseggono 24 aziende agricole? Anche ad essere ottimisti io non pensavo fossero così numerose e nel caso specifico Genagricola è una holding agroalimentare del Gruppo che si compone di 8 tenute dislocate su tutto il territorio nazionale, per una produzione annua di oltre 4 milioni di bottiglie.
Si tratta – senza ommbra di dubbio – di un Gruppo che ha profondamente determinato la vita, lo sviluppo economico e quello sociale delle zone nelle quali ha investito. L’apporto di capitali è sempre stato accompagnato da una profonda attenzione al miglioramento qualitativo della vita delle persone oltre che ad una particolare attenzione nei confronti del contesto in cui si opera.  Voi direte: quale ingenuità, un’operazione simile non può non essere una speculazione. Vi sbagliate. Nel 2004, quando è incominciato l’operazione, Trivioquadrivio – srl basata a Milano che leader italiana per lo sviluppo di progetti di cultura d’impresa, apprendimento manageriale, sviluppo e diagnosi organizzativa – è stata chiamata dal Gruppo Generali e Geneagricola SpA – a documentare il lavoro svolto nei territori dell’est Europa. Nel tentativo di sottolineare l’importanza dell’iniziativa italiana nei confronti dell’agricoltura rumena, il racconto di documentazione ripercorreva la tradizione agricola che le Assicurazioni Generali portano avanti con passione dal 1851. Per l’occasione vennero prodotti una pubblicazione e un DVD con fotografie, immagini e testi che raccontano come anche il più importante gruppo assicurativo italiano possa riconoscere, custodisca nei suoi geni, l’attività agricola e “l’appartenenza alla terra, vera fonte di ogni pratica umana“.

Genagricola S.p.A è il più importante attore economico del settore primario in Italia. Foto Trivioquadrivio

Visto che questi non scherzano e le cose “o le fanno sul serio oppure non le fanno”, non è che dopo questo evento l’operazione Romania è finita archiviata in qualche rassegna stampa ormai ingiallita. Nella primavera 2011 lo staff di Trivioquadrivio è stato richiamato a verificare il lavoro svolto e l’effettivo raggiungimento degli obbiettivi iniziali. E’ stato quindi realizzato un documentario, grazie ad immagini filmate nel 2004 e nel 2010 nelle tenute di Sannicolau Mare e di Pancota, e un libro fotografico.

La principale azienda agricola del gruppo assicurativo è Ca’ Corniani. Foto Trivioquadrivio

Ancora una volta la fotografia si presta a valorizzare un fatto che avviene a distanza e in cui la dimensione naturale – il marrone della terra, i colori dell’uva, il giallo del frumento mosso dal vento – detta le modalità di trasmissione di un messaggio. Non mancano, tabelle con informazioni quantitative in merito all’entità e alla tipologia della produzione vinicola.
Il rispetto del ciclo di vita, la cura della natura e dei processi agricoli rappresentano attività di forte impronta simbolica e culturale oltre che economica. Perchè non orientare le proprie energie alla realizzazione di percorsi didattici per le scuole dell’obbligo?

Salvagranaio – Le origini agricole dell’economia proposto da  Assicurazioni Generali  e patrocinato dall’ Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto durante l’anno scolastico 2010-2011 è un progetto destinato alle ultime classi delle scuole primarie e secondarie di I grado del Friuli Venezia Giulia e delle province di Padova, Treviso e Venezia. All’interno dell’azienda agricola Ca’ Corniani, del Gruppo, Trivioquadrivio ha cercato di raccontare agli studenti il percorso evolutivo che l’uomo ha compiuto dalle origini dell’agricoltura all’impiego sempre più sofisticato delle risorse. Giocando, divertendosi e stando all’aria aperta, a contatto con la natura, gli studenti hanno affrontato due macro temi: la conversione di zone paludose in aree coltivabili e adatte allo sviluppo di una comunità e lo sfruttamento intelligente e sostenibile delle risorse energetiche che la natura mette a disposizione dell’uomo.
Giusto per darvi un’idea della riuscita dell’operazione: 160 classi, 3200 studenti, 300 insegnanti e 34 scuole. Che dire: risultati che parlano da soli.

Bambini al lavoro in una giornata di Salvagranaio. Foto Trivioquadrivio

Restando in ambito didattico emerge anche l’mpegno nell’alta formazione, attraverso la Generali Group Innovation Academy, la prima scuola al mondo interamente dedicata ai servizi assicurativi. Questa corporate university è stata creata per rispondere al bisogno di crescita professionale dell’organico aziendale. I forum e i programmi offerti mirano alla pianificazione e coordinamento di progetti di sviluppo professionale e manageriale del Gruppo.

Nell’ottica di una condivisione sempre maggiore di valori universali, alcuni reperti archeologici ritrovati durante gli scavi della costruzione della sede del Gruppo in piazza Venezia a Roma, al posto di esser stati chiusi in un magazzino a prender polvere, sono divenuti oggetto di una mostra alquanto insolita. Radici nel presente è il titolo di un progetto espositivo che instaura un legame tra vecchie e nuove generazioni, tra passato e presente, attraverso una continuità di radici culturali (da cui la scelta del titolo).

Radici nel presente. Allestimento e foto Trivioquadrivio, 2007.

L’analisi, la catalogazione e la selezione dei reperti è stata affidata ad Dott. Furio Sacchi e ai suoi collaboratori dell’Università Cattolica di Milano. A livello pratico invece si è andati a ricercare una forte complicità con gli spazi, giocando con le proporzioni e una scelta attenta dei materiali d’allestimento.

Radici nel presente. Allestimento e foto Trivioquadrivio, 2007.

Spero di avervi fatto una capa tanta in merito all’impegno di Generali nel sostenere, salvaguardare e diffondere il patrimonio artistico, architettonico e ambientale nazionale
L’azienda ha saputo individuare e studiare l’unicum italiano, ovvero l’immenso patrimonio artistico e culturale di tradizioni e storia che innerva i nostri corpi e sfama le nostre menti. Ecco perchè è più grande, la nostra responsabilità, rispetto a quella di altri. Dobbiamo sapere di arte, di cultura, della nostra storia e di ciò che ci appartiene.
Siamo esseri dotati di cultura, in quanto essa è lo specifico dell’uomo. A differenza di altri animali infatti l’essere umano è in grado di mettere in comune le risorse cognitive di cui dispone, attraverso modalità specie-specifiche: cultura, conoscenza e rappresentazione.
Sono tre paroline magiche.
Tenetevele strette.

Postilla: tutte le immagini di questo articolo sono state prese da Trivioquadrivio e Assicurazioni Generali.

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2 thoughts on “Cultura d’impresa – Il caso Generali

  1. Pingback: Collezione Maramotti – art for art’s sake | POTATO PIE BAD BUSINESS

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