Weekend con il morto – Rosa Luxemburg

Rosa Luxemburg nel 1910. Fotografia di Henry Guttmann. Getty Images.

Nazionalità Polacca.
Famiglia ebrea.
Ultima di 5 fratelli.
Prima detenzione a 33 anni.
Soprannome: Rosa Rossa
Economista. Marxista. Comunista. Rivoluzionaria.
Per chi non l’avesse ancora riconosciuta, è proprio lei, Rosa Luxemburg.

Una delle donne più significative per la politica e l’economia europee del secolo scorso. Finora nessun weekend con il morto era stato dedicato ad una figura femminile e ci sembra giusto, il giorno esatto della sua morte, celebrare una donna ribelle, testarda, di innata motivazione, capace di smuovere animi, idee, voci oltre che fazioni politiche.

La Luxemburg nasce in Polonia da famiglia ebrea e ancora liceale aderisce al partito socialista nazionale Proletariat. Nonostante il suo nome, sin da giovane il nostro personaggio mostra chiare intenzioni rivoluzionarie. Ben presto viene segnalata dalla polizia e fugge a Zurigo, per evitare l’arresto.
Dopo una formazione in legge ed economia, nel 1898 sposandosi con l’operaio tedesco Gustav Lubeck, ottiene una nuova cittadinanza e si trasferì in Germania. Proprio a Berlino la giovane attivista polacca aderisce al Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD), schierandosi nell’ala sinistra dello stesso. La Luxemburg è da subito riconosciuta come grande oratrice e incantatrice, nelle piazze così come nel partito.

Rosa Luxemburg durante un suo discorso.

Tra il 1907 e il 1914 è insegnante di economia politica all’interno della scuola del partito e nel 1913 pubblica L’accumulazione del capitale, forse il suo libro più famoso oltre che uno dei più importanti e rari contributi femminili nella storia economica della civiltà europea.

«Il periodo in cui scrissi “L’accumulazione” è tra i più felici della mia vita. Vivevo come in uno stato di ebbrezza, giorno e notte non vedevo e non sentivo altro che questo unico problema il quale si sviluppava così bene davanti a me, e non saprei dire cosa mi dava più gioia: il processo del pensiero, quando rigiravo una questione intricata passeggiando lentamente su e giù (…) oppure la stesura, il fatto di dare una forma letteraria con la penna in mano. (…) Ho scritto l’intero libro d’un fiato, in quattro mesi».

Partendo dall’analisi de Il Capitale di Karl Marx (1818-1883), la studiosa si focalizza sulle teorie della riproduzione allargata, concepite dall’autore secondo uno schema puramente teorico – poichè prendeva in considerazione società costituite unicamente da capitalisti e operai – da  utilizzato per studiare il fenomeno dell’accumulazione del capitale. In questo tipo di ambiente è impossibile la formazione del plusvalore. Ecco che il capitalismo è costretto a cercare nuovi sbocchi commerciali, alla volta dei paesi ricchi di materie prime e di ricchezze che ancora non hanno conosciuto lo stesso sviluppo sociale, economico e politico delle nazioni capitaliste. L’imperialismo, si impadronisce gradatamente di sempre nuove aree di mercato aumentando i volumi di produzione delle potenze colonizzatrici. Questa dinamica tuttavia porta già in sé i germi del limite stesso del capitalismo, che andrà progressivamente evolvendosi verso la formazione dei monopoli, che costituisce di fatto il momento di massima maturità del capitalismo stesso. Nel momento in cui non sarà più possibile espandersi questo meccanismo imploderà, rendendo inevitabile una rivoluzione proletaria internazionale e la necessaria sostituzione del modello economico utilizzato.
In questi pensieri si instaura l’opposizione rivoluzionaria della Luxemburg nei confronti del politico e teorico revisionista Eduard Bernstein. Per l’economista polacca infatti la rivoluzione proletaria è il solo modo per passare dal regime capitalistico a quello socialista. Non mediante il dibattito parlamentare – come sostenuto dai revisionisti – ma attraverso la sollevazione delle masse e un’azione di forza dal basso, alias spontaneismo.

Il Memoriale di Rosa Luxemburg a Berlino

In questo breve excursus della vita di Rosa Luxemburg, non possiamo raccontarla e descriverla senza citare Karl Liebknecht, l’unico parlamentare socialdemocratico che aveva spezzato la fedeltà al partito socialdemocratico rifiutando di votare a favore della concessione dei crediti di guerra. Insieme, abbandonano il SPD per partecipare alla formazione del Gruppo Internazionale (meglio nota come Lega di Spartaco) allo scopo di contrastare il socialismo nazional-sciovinista e di incitare i soldati tedeschi a rivoltare i loro fucili contro il loro governo per abbatterlo.
A causa della propaganda militarsta venngono entrambi nuovamente arrestati e l’ennesimo periodo in cella serve a Rosa per scrivere La Rivoluzione russa e il Junius Pamphlet.

Con grande riluttanza, nel novembre 1918 il governo tedesco ridiede libertà alla Luxemburg, la quale divenne subito direttrice del giornale Die Rote Fahne. Questo, a seguito dell’istituzione del Partito Comunista Tedesco, divenne la prima pubblicazione del partito. Durò dal 1919 al 1945. Chapeau, anche perchè entrambi, Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht furono catturati, giustiziati e gettati a fiume, quello stesso anno.

Sempiternum memo.
«Freiheit ist immer Freiheit der Andersdenkenden».
La libertà è sempre la libertà di colui che pensa differente.
Rosa Luxemburg

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