Top 5 – Tipologie di donne milanesi

Tre Grazie, Antonio Canova

Vogliamo dircelo un volta per tutte?
Ebbene credo sia davvero arrivato il momento di stilare una top 5 davvero importante, degna di una città estremamente estetizzante ed estetizzata quale è Milano, tanto per il genere femminile che per quello maschile.
Di fatto, il capoluogo lombardo è la capitale italiana indiscussa per la moda, il design, l’arte contemporanea e ovviamente, la vita notturna. Si ci si impegna a vivere anche solo tangenzialmente i locali più trendy e gli appuntamenti della mondanità dei bauscia, vi balzerà subito all’occhio uno stile, un registro cui la maggior parte dei giovani -aihmé- si conformano. Pur riconoscendo che molti, anzi moltissimi uomini sono davvero, sinceramente, senza ritegno imbarazzanti, ritengo comunque più giusto dedicare la top 5 della settimana al sesso debole, senza escludere che in futuro non ci possa essere spazio per un analogo al maschile.
E dunque diamo il la a questa cascata di tipe, donne, tamarre, gnocche, acide, facilone, sportive e chi più ne ha più ne metta. Vi ricordo che la seguente classifica segue le tendenze della cultura nonché della società contemporanea. Pertanto è da considerarsi in relazione all’epoca e al contesto in cui è pubblicata.

QUINTA POSIZIONE: LA DONNA MASCOLINA, ANDROGINA E FALSAMENTE SPORTIVA
Tende a vestirsi di nero, con pantaloni stretti, camicia bianca con colletto alla francese ridotto, gilét o preferibilmente giacca. Spesso sfoggia un azzardato taglio corto, vivo grazie a chili di gel ma indubbiamente affascinante.
E’ uno stile che nasconde la nota di femminilità rinchiusa nella donna e mostra il lato più sicuro di sé, quello aggressivo, avido di successo e potere. Si sente prima donna sempre, tra le donne e tra gli uomini. Cat woman che graffia irrequieta, senza mai mollare.
L’approccio del maschio in questo caso richiede tempo e pazienza, motivazione e caparbia. Un vero e proprio lavoro che molto spesso fa abbandonare l’impresa ancora prima di esser giunti a metà strada..lavoraccio.

Victoria Beckam in the look of the look of androgynous (via Androgynous Chic Suits)

QUARTA POSIZIONE: PRIVINCIALE IMMIGRATA CHE ANCORA CREDE NELLA MILANO DA BERE
Categoria pressoché tragica, di capillare diffusione in città data l’attrazione nei confronti delle periferie, dei comuni limitrofi fino ad arrivare alla bassa Padana, tra pavesine, piemontesi, lodigiane, bergamasche, varesotte, comasche. Per non parlare di quelle che addirittura migrano da Piemonte, Venento o Friuli..what a dramma!
Le pronvinciali che finalmente conquistano milano non stanno più nella pelle di stare in piedi 48 ore consecutive girando le discoteche del centro, di andare a fare shopping in galleria piuttosto che lo struscio in “Montenapo” e se possibile la coda da “Aber”. Tutto luccica, tutto brilla. Fichissimo, bellissimo, stupendissimo. E questo entusiasmo resta regolare e costante col passare degli anni, in cui matura l’esperienza e iniziando a conoscere la città si instaura progressivamente nel carattere di queste donne. Dunque il loro stile cerca la moda, l’ultimo grido di tendenza della cultura giovane, che vesta bene o male sul proprio fisico, ben portato o mal portato che sia, quel vestito o quella borsa saranno loro.
Le provinciali immigrate, con questi connotati, suscitano una certa tenerezza. Tentano di imitare la moda milanese comprando i vestiti in provincia, nei negozi tristi e senza carattere che cercano, tendenzialmente invano, di riproporre gli stessi tagli, colori, abbinamenti del momento. Ma lo fanno con un gusto di chi davvero non conosce le motivazioni che stanno dietro a quella gonna tagliata sbieca o quel pantalone ridicolarmente a vita alta. Ecco che una volta indossati sono ridicole, purtroppo talvolta volgari, né eleganti né sportive, né casual né cool. Se provi a domandar loro le motivazioni che sottendono al guardaroba non saranno in grado di risponderti altro che “ma come, a Milano ce l’hanno tutti”. Gasp. Ragazze mie, dove è finita la vostra personalità? Tell me what you really like.

Provincialismo al meglio.

TERZA POSIZIONE: FICA PAZZESCA
Credo che il nome sia già alquanto esplicativo. A Milano, per ovvi motivi di business, se ne vedono molte. Le fiche pazzesche si distinguono per due caratteristiche principali: l’essere tremendamente gnocche, “bbone”, strafighe – non necessariamente formose – ma dallo sguardo e dal fisico ipnotizzanti. Non riesci a non guardarle, sono perfette, la pelle liscia, due gambe da fenicotteri, mani sottili lunghe e curate. Agghindate con catenelle leggere, dotate con qualche pendaglio rétro (orologi, gabbiette di uccellini, specchietti) o finti bijoux che non aggiungono niente alla bellezza allo stato puro ma conferiscono un ché glamour, seducente. La seconda caratteristica è che oltre a potersi permettere di indossare egregiamente tutti i capi che l’uomo sia stato in grado di concepire fino ad oggi – compresi accessori – riescono di solito ad avere quasi buon gusto. In ogni caso uno charme che ammetto, va riconosciuto, e delle quali visibilmente, palesemente sono consapevoli.
Al sesso maschile non resta che la sfida più ardua. Non esserne intimoriti e cercare di aprir bocca per domandar loro almeno un nome. Attenzione: le fiche pazzesche girano spesso e volentieri in branco. Noterete come in questi casi siano poche le amiche “cozze“: sarebbe troppo crudele.

Due versioni di Bianca Balti. Lodigiana del 1982. Comunque la vogliate vestire..

SECONDA POSIZIONE: VINTAGE MOD MILANESE DOC BASED IN BRERA
In questa categoria, devo riconoscere, che quelle dalle caratteristiche maggiormente radicate risultano davvero insopportabili. Milanesi di origine, da sempre residenti all’interno della cerchia dei bastioni e alla peggio da poco trasferite in qualche zona più centrale rispetto alla famiglia («non ce la facevo più a stare in Loreto, meno male che adesso apro la finestra e vedo El Tomboon»). Le donne mod milanesi probabilmente non sanno nemmeno chi sono i fratelli Gallagher e i Kaiser Chiefs e spesso il loro modo di essere in italia si avvicina al moderno radical-chic francese noto come stile burgeois-bohème. I segni particolari si assomigliano molto: i locali delabré – mai realmente tramonati ma oggi solamente più malinconici e disfunzionali –  il vino che incrementa il ph acido dello stomaco e il tabacco. Un look casual nei capi ma vintage nella scelta dei materiali, degli accessori così come dei tagli di ciascun abito. Rimpiangere gli anni Sessanta cercando di essere hyper-chic, distinguersi per l’orecchio dell’artigiano sconosciuto, la scarpa affusolata stringata già vista ma nuova, i pantaloni stretti ma non elasticizzati, la borsa in pelle a tracolla (bauletto vintage di piccole-medie dimensioni), gli occhiali tondi e bianchi. Quelle che ci credono di più sono radicate nella roccaforte di Brera, che ancora oggi conserva nelle sue viuzze pedonali e in molti bistrots, un fascino d’epoca ammalliante, per i colori giallo senape, i toni rosso mattone e le sue specchiere. Anche se queste donne si mostrano arroganti e sfacciatamente snob, riescono ad essere molto seducenti, facilmente belle, bassettine e magroline. Il loro fascino spicca sulle altre categorie in quanto un look del genere comporta inevitabilmente un’idea precisa della propria personalità, una cura dell’immagine di sé non banale. Nulla è lasciato al caso e le vintage mod riescono a personalizzare ogni singolo dellaglio del proprio guardaroba.

Tipica tipica tipica.

PRIMA POSIZIONE: LA FIGHETTA MILANESE GRIFFATA

Un esemplare perfetto di fighetta milanese. Courtesy Vogue


Forse pecco di scontatezza con questo primo posto inevitabilmente dedicato alla milanese che più milanese non si può, perchè la fighetta del capoluogo lombardo è davvero unica nel suo genere e nella sua impeccabile coerenza, ammirabile. Inequivocabilmente griffata, all’ultima moda ma con il gusto di chi sa scegliere dove meglio investire migliaia di euro per essere sempre sul pezzo e non mostrare mai disattenzione sul campo. La società e la bella vita milanese sono una giungla, non puoi distrarti e guai a mancare di tacco a spillo Gucci, bauletto di Louis Vuitton, capello lisciato e occhiale Prada. Così come – premetto che non mi sono mai piaciuti e mi hanno davvero stufato –  i cuori di Tiffany sono una costante. Bracciale o collana, li devi avere se vuoi essere la fighetta per eccellenza.
Tra i segni particolari di questa categoria si rileva il bicipite (destro o sinistro qualsivoglia) particolarmente sviluppato in quanto, il braccio a novanta per reggere la borsa è d’obbligo. Come mai? In questo modo è possibile assumere una postura leggermente più sbieca, dove il lato che regge la borsa resta più libero e il peso del corpo poggia sulla gamba opposta. Questa, naturalmente si incurva di qualche grado, apparendo ancora più affusolata e lunga. Tra tutte, le fighette griffate vincono la palma della sportività, reale o recitata che sia. Avendo appreso questo termine da amici uomini non mi dilungo nell’esplicitarne il significato e mi limiterò a dire che per queste donne non occorre scervellarsi troppo in astruse tattiche di abbordaggio. State all’occhio con quelle che fanno finta di offrire, regalando un’immagine di grande generosità quando al contrario, si possono facilmente dimostrare le più avide. E’ un consiglio!
E’ importante notare che, a differenza delle fiche pazzesche, questa categoria non possiede quasi barriere all’ingress e accoglie tutti i gradi di bellezza. Se la fica pazzesca non può passare in osservata perchè assurge alla perfezione della Venere, la fighetta si contraddistingue per ragioni molto più materiali, economiche, di immagine. Spesso sono donne che si assomigliano nel genere, qualità del trucco, macchina guidata (Cinquecento Fiat, Mini, Audi A1, A3, Lancia Ypsilon) e spessore culturale: dalle secchione austere alle più acutamente oche. In assoluto la categoria più convinta di sé, con maggiore autostima e orgoglio milanesiano. Chapeau.

Niente po po di meno che Angelina Jolie in una tipica postura da fighetta

Concludo dicendo che, ovviamente, per vantarci di voler seriamente classificare “come si deve” tutte le tipologie di donne milanesi, ci verrebbe non una top 5, non una top 20 ma forse una top 50 sarebbe appena sufficiente.
The show must go on.

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21 thoughts on “Top 5 – Tipologie di donne milanesi

    • Approvo, in parte. Nel senso che ritengo che spesso pur di farsi vedere forti e indipendenti si fingano meno simpatiche e meno dolci di quanto siano di fatto. La risultante è quindi in effetti una minore femminilità.
      Grazie!

    • E’ chiaro che questa non è la Bibbia. Ma i dati su cui si è studiato per scrivere l’articolo sono svariati, così come le fonti..e purtroppo, ti devo dire che c’è più che un semplice fondo di verità nel mio post.

    • Potresti dirci la tua in merito! Io ti dico che, nonostante donna, ho molti più veri amici uomini che donne. E questo mi frena anche data la scelta che una città come Milano offre. Si incontrano persone molto interessanti, vero. Però c’è sempre quella voglia di arrivare, di essere meglio di te, più di lei, bella almeno quando quell’altra. E bbbbasta.

    • Visto che l’ho scritto io ti rispondo e ringraziandoti almeno per averlo letto ti dirò che, prima di scriverlo ho fatto chiaramente parecchie ricerche online e non ho trovato niente di così selettivo. Classifiche lunghissime, molto semplici e ripetitive. Niente che cercasse di incasellare realmente i generi. Io, con PotatoPieBB, ne propongo una delle molto possibili e, come ho rimarcato nel post, di personale punto di vista.
      Grazie anyway
      MV

    • Esatto!!Quando li hai di fronte per qualche minuto tra una fermata e l’atra mi vengo in mente tanti quei pensieri che non ti dico. Comunque grazie, apprezzo chi riesce a leggere una simile classifica con ironia, senza prendersela e capendo che per forza, alcune tipologie ne restano escluse o estremizzate. Grazie!

  1. Ah Ah ah divertentissimo!!!!
    Sono una trentenne milanese DOC e confermo tutto quanto da te scritto su di noi!!!
    Ammetto che siamo un po’ snob…”tirose”…un po’ stronzette forse; ma dovete capire che fin da piccole siamo bombardate da messaggi “forti”: vetrine bellissime; sfilate di moda, locali a disposizione….in questo contesto come fai ad arrivare a 30 anni senza vestirti bene, senza essere una taglia 38 e senza saperti truccare??Impossibile!!:-)

    • Sicuramente c’è una percentuale incontrollabile di influenze che siete costrette a subire fin dalla nascita hihi però questo non giustifica il fatto di essere tirose, snob e stronzette!!!grrrrr
      alle volte siete insopportabili!Resta che hai preso il post con lo spirito giusto e, anche se tutto quello che ho detto non è oro colato, sicuramente c’è una buonissimo fondo di verita!
      grazie!!

  2. sono d’accordo che noi provinciali immigrate in Milano inizialmente siamo esaltatissime e ridicole.. però dai.. dopo un po’ di tempo anche noi ci leviamo le fette di salame dagli occhi e smettiamo di considerare meglio tutto ciò che è milanese! almeno, a me è successo così 🙂

  3. ah e poi la figa pazzesca secondo me non è una tipologia molto milanese.. se vai in francia per esempio la maggior parte delle donne è così, semplice e affascinante. a milano le donne sono iper insicure e perfezioniste invece, e non riescono ad essere molto spontanee e naturali.

    • Hai ragione! A Parigi hanno più stile, più charme e le parigine in particolare molta puzza sotto il naso. Però mi sembra che lo facciano più per amor proprio che per farsi vedere. E’ parte del loro essere francesi e ci credono fino in fondo, mentre per le milanesi è spesso una convenzione solo perchè sei a Milano, devi essere tirata, sei nella città della moda etc. etc.

      • le parigine hanno puzza sotto il naso , lo dicono tutti e sicuramenteuna base di verità ci sarà in quest’affermazione. però io ci sono stata varie volte a parigi e le ho trovate molto più sorridenti, rilassate e gentili delle milanesi che hanno la faccia perennemente schifata… cmq boh si sa che l’erba del vicino è sempre più verde

      • Guarda ti posso dire che io ho vissuto a Parigi per un po’ e ti assicuro che non solo le donne, ma proprio i Parigini sono davvero snob. Per loro Parigi è la Francia e la Francia è Parigi.
        Poco estremo..

  4. Pingback: Top 5 – Chicche estive a Milano: food&drink lovers | POTATO PIE BAD BUSINESS

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