Eternit. Ancora e ancora. L’asse Casale – Roma – Niederurnen.

Eternit+Logo+Amianto
Il Logo Eternit dell’azienda della Morte

Casale Monferrato non trova ancora una soluzione per l’intricata vicenda Eternit. E come si potrebbe, d’altronde, parlare di appianamento o di chiusura in un caso a tal punto interrelato con i valori più inviolabili dell’umanità? Eppure qualcosa alcune settimane fa si era mosso, su tutti i fronti: quello del comune, con il Sindaco pronto ad accettare il risarcimento per i danni d’immagine ed i costi di bonifica da parte del socio svizzero Stephan Schmidheiny, quello della città e della AFEVA (Associazione Familiari Vittime Amianto), che, compatti oltre ogni immaginazione e ogni condizionamento, hanno subito reagito manifestando il loro dissenso nei confronti di questa scelta. Da lì, l’ingresso sulla scena del Ministro della Salute Balduzzi che, in una telefonata privata, avrebbe tentato di dissuadere il Sindaco Giorgio Demezzi dalla scelta di transare economicamente. E questa, in estrema sintesi, era la situazione sino a sette giorni fa in quel di Casale Monferrato – per un approfondimento rimando ai nostri articoli precedenti disponibili qui e qui.

È della scorsa settimana la notizia, poi rilanciata dai media e dalla puntata dell’Infedele di Gad Lerner di Lunedì 9 Gennaio, seconda a breve distanza sull’argomento, che il Sindaco Demezzi abbia spostato il baricentro della decisione da Casale Monferrato a Roma. In che modo? Chiamando ad un senso di responsabilità e di collaborazione il governo proprio sulla scia della telefonata dissuasiva del Ministro Balduzzi di pochi giorni prima. Ora il governo si trova l’ufficiosa eppure determinata richiesta da parte del Comune di un aiuto economico, congruo se non parificato a quello offerto per la transazione. La possibilità che Roma accetti questo compromesso è tuttavia sottoposta all’egida di numerose condizioni imminenti e decisive: il generale e necessario clima di austerità e risparmio della spesa pubblica, il rischio di “costituire un precedente” (definizione piuttosto mediatica anziché reale), la sostanziale non pertinenza del Governo in questa dolorosa questione. Nonostante queste ineccepibili opposizioni di forma e sostanza, il Ministro Balduzzi e l’esecutivo di Governo si trovano comunque a dover fronteggiare una decisione che per le pieghe che ha assunto l’iter della circostanza potrebbe risultare o invisa o del tutto criticabile.

Processo+Eternit+CasaleMonferrato+Torino
Lo slogan dall’inizio del processo: Eternit – Giustizia!

Quello che appare evidente già da ora è che la partita si sia spostata, allargata sino alla capitale. Nella speranza che questo spostamento non sia avvenuto per cause meramente di strategia politica – l’instaurarsi del cacofonico e consueto tira e molla tra potere locale e centrale -, ma bensì per una ottimizzata gestione della criticità della scelta morale e della gestione economica. Insomma, quello che si augura Casale Monferrato e non solo, è che questo spostamento dei pesi in campo sia utile e profittevole per il raggiungimento di una scelta, di un valore, e non solo per una bieca finalità di scarica-barile. Nello stesso tempo, ai fini degli interessi economici ed etici italiani, è auspicabile che, per una volta, non si scelga la via oscura della marginalizzazione e scomparsa d’informazione e comunicazione sull’Eternit. Che il governo non accetti, senza una pubblica ammissione e spiegazione, il compromesso di risarcire a sue spese la cittadinanza casalese per impedire la transazione con Stephan Schmidheiny, magari attraverso vie non istituzionali, nascoste, che finirebbero per rendere il caso ancor più insopportabile a tutti.

Sarebbe probabilmente iniquo nei confronti di molte cause aperte in Italia e sicuramente ingiusto nelle modalità.

Ancora una volta la speranza più grande è che per una decisione a tal punto spinosa e incarnita in una cittadinanza così ben geolocalizzata, si possa arrivare ad un dialogo più aperto e che si possa dar voce a chi con fatica cerca di esprimere il proprio punto di vista. Le posizioni ora risultano chiare, quella dell’associazione delle vittime, della città di Casale Monferrato, della giunta, del Governo di Roma; il complesso rimane scegliere.

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4 thoughts on “Eternit. Ancora e ancora. L’asse Casale – Roma – Niederurnen.

    • A me pare una cosa molto itenlligetne eliminare la carta, ma non tutta. Per lavoro spessissimo mi trovo a spiegare che si potrebbe usare un form sul programma di protocollo informatico che con la mia azienda installiamo presso la PA per inoltrare una richiesta ferie o i dati di una missione, piuttosto che per altre 10 attivita’ diverse che riguardano l’uso della carta come supporto

      • Gentile Gisele,
        Grazie del commento.
        Anche se penso non fosse per questo i post, questo blog, questa discussione.
        Se è un errore eccolo segnalato.
        Se mi sto sbagliando io, rispondimi!

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