Top 5 – Le Rapine

Le Top 5 sono arbitrarie. In questa edizione della rubrica promuoverò uno dei mestieri più redditizi della storia: il Rapinatore. Chi di noi non ha mai sognato di rapinare una banca in grande stile, fuggendo da decine di auto della Polizia urlanti! Chi dice di non averlo fatto, credetemi, mente. Nella mia breve storia ventennale ho rubato nell’ordine: quattro pannocchie in bicicletta, una scatola di figurine Panini, i tre dischi dei Nirvana, un libro di ricette, una bottiglia di vino mediocre e un mazzo di rose al fioraio. Sono sulla buona strada.

5° Posto. I Rapinatori in Trench. Nessuno, nemmeno gli amici più intimi, aveva idea di cosa facesse veramente Ray Bowman nella vita. Ufficialmente diceva di essere un agente immobiliare di Kansas City, Missouri, e questo era quello che davano per assodato anche la sua compagna Jenny Dellamotte e le due figlie. Nel gennaio del 1997 Ray dice a Jenny di portare le ragazze in pasticceria. Al loro ritorno era miglia lontano da casa. Stava correndo sulla Route 70, direzione Kent, Washington per incontrare Billy Kirkpatrick al Pony Soldier Motor Inn. Era il loro terzo viaggio in quattro mesi in questa regione. Tenevano sott’occhio un’agenzia provinciale della Seafirs Bank nella periferia commerciale di Tacoma. Bowman e Kirkpatrick stavano per portare a termine la loro 27esima rapina della loro lunga carriera. Avevano deciso di farla finita perché negli anni avevano ricavato circa sei milioni di dollari a testa, non avevano speso un centesimo per non dare nell’occhio e avevano deciso di levare le tende, tirare i remi in barca appendere il passamontagna al chiodo. SHIODARE e trasferirsi a Cuba con famiglia e ammennicoli vari. Ray e Bill questa volta decisero di utilizzare un espediente bizzarro: nelle loro precedenti visite a Tacoma avevano convinto cinque vecchiette a ritirare tutti i loro risparmi , contestualmente, la mattina del 10 febbraio. Avevano promesso alle 5 vecchine il 50% del malloppo. Quando le vegliarde si presentarono in cassa, c’erano cinque cassieri  con le mani nel malloppo. A quel punto Ray e Bill entrarono in scena e fu un gioco da ragazzi mettere le mani su 65.000 dollari in contanti. Furono denunciati tre giorni dopo dalle vecchine, che oltre alla parte di bottino incassarono anche la taglia posta dalla polizia.

4° Posto. Il 22 Agosto 1972 John Wojtowicz e Sal Naturile tengono in ostaggio 25 persone tra addetti ai lavori e clienti che si trovavano in una filiale della Chase Manhattan Bank, 450 Avenue P, Brooklyn – chissà perché le strade in America non possono avere un nome decente come tutte le strade del mondo, ma si devono chiamare ‘P’ oppure ’35’, o forse ‘Gino’, bah. La vicenda fu ripresa in un film di Sidney Lumet con Al Pacino. I due, Sal e John, erano omosessuali e avevano bisogno dei soldi per un’operazione di cambio-sesso. Chi ha visto il film conosce la storia, ma la storia vera non fu del tutto rispettata, perché Sal viene ucciso da un agente dell’FBI durante la fuga in aeroporto e John esclama: “Sal è morto, lurido bastardo, meglio lui che io…”

3° Posto. Il Manolesta. Il 15 marzo 1981 Lorenzo Cremonesi, detto il Manolesta, sta fuggendo veloce sulla sua Fiat Ritmo con Bonnie Ratto, la sua compagna/complice. Avevano appena rapinato una filiale del Banco Agricolo Lombardo. Il bottino,: 27.500.000 Lire. Mentre correvano verso la libertà con il bottino in saccoccia, i due sguinzagliavano polli per impedire alle volanti della polizia di raggiungerli e catturarli – le ‘volanti’ della polizia potevano volare tanto quanto i polli. I due ‘lestofanti’ si rifugiarono in un luogo abbastanza sperduto: la Patagonia. Sono ancora lì, da qualche parte… se sono vivi.

2° PostoJules Bonnot e la banda su quattro ruote. Se l’è inventata lui la tecnica denominata “rapina e fuga in auto”. Meglio dirlo subito. Perché, magari uno non lo conosce e dice… e che c’entra questo qua. Caspita se c’entra: il capo della banda Bonnot è stato il primo a capire che se vai a rapinare una banca e meglio saltare su un’automobile e scappare via, che non darsela a gambe.

Jules Bonnot. E' la Fine

E poi lui con le macchine ci sapeva fare. Era meccanico. A Lione. E qualcuno dice che per un po’ fu anche l’autista di Arthur Conan Doyle. Poi era anarchico. E non è una cosa messa a cazzo. No. Lui era anarchico e aveva deciso che per finanziare la sua personalissima rivolta contro il mondo bisognasse svaligiare le banche. In automobile. Ovviamente. Per fermare la sfilazzata di colpi celebri ci vollero 500 poliziotti che decisero di circondare la sua casa e fargli saltare la camera da letto con la dinamite. Un po’ di anni dopo alla Sorbonne di Parigi gli studenti, durante un’occupazione, gli dedicarono l’aula magna. “Salle Jules Bonnot” c’era scritto. E chi si è visto si è visto.

1° Posto. Bonnie & Clyde. Pallottole e pubblicità
Non potevano mancare i fidanzati gangster. Ma ad essere corretti nella nostra “classifica” non ci dovrebbero stare. Perché loro erano ricercati per i furti nei negozi e per i furti d’auto. Insomma, ladri di polli, che misero ‘assegno‘ solo quattro rapine. E due fallirono miseramente. Però avevano un buon ufficio stampa. E un bel giorno Bonnie Parker si fece fotografare davanti ad una Sedan, col sigaro e la pistola e fu subito mito. Quella Ford ora è esposta nel foyer di un hotel del Nevada. Ci sono ancora i 160 fori delle pallottole che la mattina del 23 maggio 1934 stesero la coppia criminale più celebre d’America. Lei aveva 23 anni. Lui solo 24. E chi si è visto si è visto.

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3 thoughts on “Top 5 – Le Rapine

  1. Tra l’altro il film di Lumet con Al Pacino è “quel pomeriggio di un giorno da cani”, ed è molto bello. Come rapina l’avrei messa al terzo posto!

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