Nulla e’ reale, tutto e’ lecito


La Russia è un paese molto particolare. Bisogna trovarcisi, respirarne l’aria fredda, passarne la dogana in aeroporto per gustare appieno la sensazione di essere capitati in un altro mondo.

Il mio primo impatto con la realtà Russa, a Mosca, durò esattamente 15 minuti. Tanto ci volle al sedicenne poliziotto di frontiera a controllarmi la foto e il visto sul passaporto. Aveva un cappello larghissimo come parte dell’uniforme, e mi pareva di scorgere nel centro il contorno di una stella rossa, scucita in fretta e furia. Ma forse era solo la mia immaginazione.

La persona che venne a prendere me e i miei amici era un ex KGB. Oggi lavora per la Nestle’ come autista dei dirigenti internazionali. Nel tragitto tra l’aeroporto di Domodedovo e l’ingresso in Mosca città, un’oretta di cammino, abbiamo incrociato un mix interessante di BMW, SUV e vecchie Lada, le stesse che venivano prodotte nel 1981.

Mosca è una città cosmopolita. Le etnie diverse non si contano. Un cameriere che mi ha portato una birra sembrava mongolo. Baffetto asiatico, occhi a mandorla, capelli neri. In realtà era siberiano. Georgiani, ucraini, baltici, uzbeki, ceceni e molti altri ancora. Le differenti etnie hanno una sola cosa in comune: sono ritenuti inferiori dal russo medio.

Eccola qui un’altra peculiarità della Russia. Il nazionalismo decadente. Cammini per la strada e hai la sensazione di trovarti in quel che rimane di un impero. Decadente, fatiscente, pur sempre un impero. Soldati agli angoli delle strade, i rubli nelle tasche, che non valgono un cazzo e che non ti cambiano nelle banche europee ma che sono ancora oggi il punto di riferimento di una dozzina di paesi, ritenuti geneticamente inferiori dal predominante nazionalismo russo.

Non lontano dalla vecchia Arbat, una delle strade più turistiche e centrali di Mosca, partono delle “prospettive” dalle dimensioni mastodontiche, contornate da mostruosi edifici grigio topo i cui appartamenti venivano assegnati alle famiglie fino al 1991 e che oggi sono tutti di proprietà. Per tre mesi all’anno, ancora oggi, in quegli stessi appartamenti l’acqua viene razionata.

La Russia è oggi la più grande riserva di gas naturale al mondo e Mosca è la città piu’ alto numero di casino’ da Atlantic City agli Urali.

In Germania il partito nazista e il partito comunista sono considerati fuori legge. Lo stesso accade in Italia con il partito fascista. In Russia dopo oltre 70 anni di regime sovietico, Partito Comunista della Federazione Russa non solo è ammesso alla Duma, ma rappresenta oggi il secondo partito nazionale dopo Russia Unita di Putin, ex KGB, ex FSB e oligarca.

Non tragga in inganno il calo di popolarita’ del partito di riferimento. Non si tratta del famoso vento nuovo, dell’influenza dei blogger e dei giornalisti indipendenti che finalmente hanno preso coraggio. L’anti americanismo è sempre radicato nel cuore dei russi. La propaganda governativa riesce anche oggi, nel 2011, a far breccia nei cuori delle persone per quanto riguarda il rapporto col mondo esterno. In fin dei conti l’economia russa cresce del 4% l’anno: se venissi bombardato da informazioni faziose, i miei blog di riferimento fossero oscurati dal governo e la mia amica giornalista non tornasse a casa da due mesi e mezzo, magari anch’io crederei che il dollaro e l’Euro stiano per implodere (be, per quest’ultimo forse ci crederei in ogni caso). Ciò che non riesce ad abbindolare i russi, oggi come vent’anni fa, sono i dati sulle infrastrutture e la qualità della vita. Sono i fallimenti della politica interna che non possono essere mascherati per sempre. Anche le casalinghe di Messina non credono al ponte sullo stretto, se dopo 15 anni non lo vedono.

Per questo motivo c’è chi, in Russia, crede che Putin non sopravviva fino alle prossime elezioni.

Personalmente lo vedo ancora in sella da Presidente della Federazione nel 2012, ma chissà?

Negli ultimi due giorni abbiamo assistito a delle manifestazioni pubbliche contro il governo appena eletto, di proporzioni senza precedenti da quando il “nuovo zar” siede al Cremlino.

100.000 dimostranti a Mosca e 10.000 a San Pietroburgo… A Roma nel 2003 furono 650.000 per dimostrare contro la guerra in Iraq. Facendo un confronto tra il numero di abitanti della Federazione Russa e gli italioti.. mi sembra complesso parlare di una nuova rivoluzione popolare.. o dell’inefficienza repressiva del regime.

“Cambiare tutto affinché’ nulla cambi”, diceva un signore siciliano.

Questo Natale è il ventennale della caduta dell’URSS (il muro cadde nel 1989, due anni prima, ma la gente si confonde).

Tutto è cambiato da allora. Eppure molto, moltissimo, sulle rive della Moscova, pare lo stesso.

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3 thoughts on “Nulla e’ reale, tutto e’ lecito

  1. quello che io penso, tu dimmi se sbaglio del tutto o se può avere un senso, è che ai russi, alla maggior parte di loro, non piace stare senza uno zar.

  2. A me non piace per forza d cose criticare, ma questo articolino ha un bel po’ di falle e imprecisioni, oltre alcuni dati per vero sulla base di luoghi comuni palesemente non appurati.

    – In Germania il partito comunista non è considerato fuori legge.
    – In nessuno stato ex socialista i partiti comunisti sono stati dichiarati fuori legge.
    Poi perché dovrebbero? Il partito nazista e quello fascista sono stati dichiarati fuori legge per via della loro natura intrinseca nei rispettivi programmi palesemente xenofoba (solo uno dei motivi). Le dittature socialiste hanno sicuramente marcato i rispettivi popoli attraverso gesti poco edificanti, tutti però condannati (e a volte puniti) una volta finita la dittatura, o come nel caso del buon Džugašvili i cui crimini vennero apertamente condannati da Chruščёv. Quindi sinceramente non vedo motivi validi per dichiarare il partito comunista fuori legge negli stati ex socialisti.

    – Le altre etnie russe non vengono discriminate in Russia e tantomeno a Mosca. Fu uno dei risultati di Lenin con la sua politica di unificazione dell’Unione Sovietica quello di amalgamare i vari stati della federazione. Anzi, sono gli ucraini, per esempio, che sono ben più classisti nei confronti dei russi al giorno d’oggi.

    – Le strade gigantesche che vedi partire dal centro hanno più di 70 anni, e proprio date le loro dimensioni è difficile cambiarle con delle viuzze carine e medievali, senza contare che quelle più famose esistono fin dai tempi degli Zar, fatte in tale modo proprio per dimostrare la grandezza dell’impero russo. I palazzi ahimè è vero, sono grigi e bruttini, ma questo è un classico dell’architettura comunista, certo, si potrebbero buttare giù per farne di nuovi e moderni, ma come dici tu sono edifici abbastanza centrali tutti popolati da famiglie, dove le metti quelle famiglie quando butti giù il palazzo? E infine, proprio come dici tu, adesso sono private, ovvio, di chi dovrebbero essere, dello stato? Quelle famiglie alle quali erano state assegnati gli appartamenti se li sono comprati una volta finito il regime, con che diritto gli butti giù la casa? Perché è brutta?

    – L’acqua non viene razionata da nessuna parte, per un mese all’anno, ad agosto, viene chiusa l’acqua calda per una verifica ed eventuale riparazione delle tubature, dato che a Mosca le centrali termiche sono suddivise per quartieri, non una per ciascuna palazzina. E ti assicuro che a Mosca ad agosto non cerchi disperatamente l’acqua calda, perché non esce fredda come il ghiaccio della siberia dalle tubature.

    – E’ vero che il Rublo non è una moneta forte, ma il motivo per il quale non riesci a cambiarlo nelle banche europee è lo stesso per il quale non riesci a cambiare il Fiorino ungherese ovvero che non è una moneta di circolazione. Questo vuol dire che una banca europea poi non sa che farsene di quei Rubli che tu gli dai, dato che non avrai sicuramente in mano somme spropositate la banca non può contare sul fatto che un giorno, forse, magari passerà di lì un tizio che vuole dei Rubli in cambio di Euro. Tant’è che se vuoi cambiare in Europa gli Euro in Rubli devi fare richiesta qualche giorno prima in modo che loro si procurino la somma equivalente precisa.

    – Dei soldati agli angoli delle strade non so che dire, non è che per caso era qualche istituzione militare o statale e quei soldati erano lì di guardia come qui c’è la polizia sotto casa del Berlusca in via Vincenzo Monti? E comunque non penso si possa dire che questo sia un ricordo del vecchio regime socialista, dato che durante il regime socialista, in giorni normali, non parlo quindi di manifestazioni, proteste o rivoluzioni, non giravano i soldati per strada, a meno che non dovessero uscire dalla caserma per andare a comprare il pane o le sigarette.

    – Il fatto che il partito comunista sia secondo alle elezioni si spiega in un attimo: le metropoli in russia si contano sulle dita di una mano, sparse su un territorio che equivale a quasi 1/6 della superficie mondiale. Non sarebbe azzardato scommettere che in alcune zone rurali della grande madre Russia ci siano persone che pensino ancora di vivere nell’Unione Sovietica… Questi contadini anche se coscienti di vivere in Russia e non nell’URSS, votano il partito comunista per un semplice e, secondo me, anche giustificato motivo: sperano tutto torni come durante il regime. Per loro era molto meglio, non dovevano confrontarsi con concetti come concorrenza, prezzo di mercato e così via, loro producevano quello che era loro chiesto, loro lo davano allo stato che in cambio assicurava loro cibo a sufficienza (non a volontà), e una sicurezza economica che adesso non hanno. Che vita di merda dirai tu, d’accordissimo, ma sono persone semplici, che si trovano spaesate di fronte a concetti per loro, cresciuti da sempre nel regime, difficili non solo da digerire, ma anche da comprendere.

    – Certo se paragoni i numeri dei protestanti a Mosca e a San Pietroburgo con la popolazione di tali città non ne esce un granché, ma rimane lo stesso la protesta più popolosa dal ’93, è questo il dato che fa riflettere.

    – La caduta del muro di Berlino fu la prima di una serie di rivoluzioni che, insieme allo smaltimento della cortina di ferro, portarono alla fine dell’Unione sovietica, che avvenne attraverso una decisione meramente politica e una dichiarazione ufficiale di Gorbačëv. La Germania dell’est, la Polonia, l’Ungheria, l’allora cecoslovachia e via dicendo non facevano parte dell’Unione Sovietica.

    • stanley permettimi di replicare… mi rimbocco le maniche…

      – il “Deutsche Kommunistische Partei” e’ stato fondato nel 1919 e bandito nel 1956. Oggi in Germania esiste un’altra formazione politica comunista (dal 1968, con diversi cambi di rotta) chiamata: Kommunistische Partei Deutschlands, proprio perche’ utilizzare il vecchio nome sarebbe illegale. Un po’ come in italia, dove il MSI non poteva chiamarsi partito Fascista.

      -Perdonami ma non ho espresso un’opinione, all’interno dell’articolo, in cui propongo che i partiti comunisti debbano o non debbano essere messi fuori legge negli stati ex socialisti. Se sei favorevole o contrario rispetto la tua opinione, ma rimane il fatto che non ho espresso la mia.

      -C’e’ un vizio di forma nelle tue parole: non sono le altre “Etnie russe” ad essere discriminate in Russia (sarebbe una contraddizione), bensi’ le minoranze etniche che in Russia vivono ad essere discriminate in termini generali dal russo medio. Si tratta probabilmente della conseguenza di 70 anni e passa di occupazione da parte di Russi nelle altre repubbliche socialiste, che li ha resi una minoranza al potere in casa d’altri. Non ho la pretesa di spiegare il perche’. Ad ogni modo le tendenze antisemite (sia in epoca zarista che in quella sovietica) godono di una ben corposa letteratura, almeno quanto quelle anti-musulmane. Ti consiglio di leggere “Buonanotte Signor Lenin” di Terzani, nel caso volessi conferma dell’atteggiamento nazionalista del cittadino russo da una fonte certamente piu’ autorevole di me.

      -Non ho cercato di spiegare perche’ il rublo sia una moneta debole. Di fatto al 12 dicembre ci vogliono 41,8463 rubli per avere un Euro. E rimane il fatto che non si possono cambiare rubli nelle banche europee. Anche qui, accolgo la tua spiegazione con favore, dato che non avevo la pretesa di fornirne una mia.

      -In realta’ avevo appena acquistato vodka, blinis e caviale in un minimarket. Non ricordo caserme nei paraggi, ma la vista di soldati in uniforme, anche raffazzonata, mi ha accompagnato per tutti i giorni che ho trascorso a Mosca. Probabilmente era altissimo l’allarme terroristico per gli attentati ceceni. Ne ho incontrati tanti di soldati anche per le strade di Atlanta, in Georgia. Anche li e’ stato alto l’allarme terrorismo in passato. Credo di aver riscontrato vaghi tratti nazionalistici anche negli americani adesso che ci penso.

      -Qui ho commesso un errore: l’acqua non viene razionata. Per un mese, semplicemente non c’e’ acqua calda nel quartiere piu’ centrale di Mosca. A fine agosto fa freddino, credo anche li.
      Le “prospettive” sono incantevoli, espressione di un’architettura imperiale. I palazzoni sono bruttissimi, ma possenti, espressione di un altro tipo di imperialismo. Non mi risulta di aver suggerito che vengano abbattuti e rimpiazzati da altri piu’ belli. Adesso che rileggo l’articolo non mi sembra di aver nemmeno suggerito che lo stato li riespropri ai danni dei legittimi proprietari.

      – Anche qua, non ricordo di aver giudicato il risultato elettorale del partito comunista della federazione russa in termini negativi o positivi. Non era mia intenzione esprimere un parere sul perche’, ma solo citare il fatto nudo e crudo. Se ti interessa, i comunisti hanno fatto anche di meglio alle amministrative del 1995: si sono laureati primo partito della federazione con il 22,3% dei voti e il 34,9% dei seggi.

      -Ma la proporzione che fa riflettere e’ il paragone del 1993, a 2 anni dallo scioglimento dell’URRS, o un confronto con manifestazioni tenutesi in anni recenti nelle cosidette democrazie occidentali? Un autorevole quotidiano nazionale, quello fondato da un omino con la barba bianca e leader di copie vendute, ha addirittura chiamato le recenti manifestazioni “la rivoluzione dei tablet e degli smart phones”. Ritengo che 120.000 persone a manifestare contro i brogli in due enormi citta’ come Mosca e San Pietroburgo siano un inezia, e non dimostrino assolutamente un risveglio di una semi-sconosciuta coscienza democratica russa. Insomma, bene ma non benissimo.

      -Conosco gli Stati dell’ex Unione Sovietica, ma non mi risulta di averne citati nell’articolo, o di aver confuso la Germania Est per “Unione Sovietica”. Ho solo riportato come sia pratica comune confondere la caduta del muro di Berlino con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, che avvenne ufficialmente solo due anni piu’ tardi.

      Ti ringrazio per le tue considerazioni, senza dubbio interessanti, ma che a parte la durata dell’acqua calda che manca in agosto, non apportano piu’ di tanto.

      Agostino Iori

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