La Musica Così Come La Trovai – Interviewing The Monks

INTERVISTA A GARY BURGER, LEADER DEI MONKS.

i cuckoo.

Odio le interviste: le trovo inutili, banali, uno spreco di tempo sia per chi le fa, sia per chi le legge. Odio le interviste agli artisti perché, in linea di massima, sono tanto disgustato dagli artisti, quanto sono deliziato dalla loro opera.

Ho intervistato un artista, mi è capitata l’occasione di farlo e l’ho fatto, m’è venuto d’istinto farlo, ma ho capito subito che non è il mio mestiere. Come puoi chiedere a qualcuno qualcosa di davvero sensato sulla sua arte? Come puoi aspettarti, poi, che questo qualcuno ti risponda sensatamente? La risposta ad entrambe le domande è che no, non si può.

L’intervistato è Gary Burger, leader dei Monks, una delle band migliori dell’intero panorama musicale degli anni sessanta. in realtà è stato molto piacevole intervistarlo.

Ciao Gary. Era per il fatto di essere ubriachi? Era per il fatto di essere nell’esercito (voglio dire, era per il cameratismo dato dal fatto di essere commilitoni?)? Come diavolo avete trovato quel suono folle e meraviglioso.

 Beh, sì, ci ubriacavamo, ma raramente perdevamo la testa. Il cameratismo era molto forte tra noi. Eravamo amici e volevamo passare un breve tempo nelle nostre vite vivendo come vagabondi e divertendoci. Quel suono folle e meraviglioso venne fuori naturalmente, certo con qualche aiuto dei nostri manager ed alcune loro idee davvero buone. Loro erano dei veri geni. Noi eravamo un po’ più in basso, ma abbiamo capito che quello che dicevano poteva funzionare con noi.

“Complication” è una delle migliori canzoni che parlano di guerra, e contro la guerra. Dice chiaramente cosa può succedere in una guerra. Com’era essere soldati a quei tempi (1965)? Avvertivate la possibilità di essere mandati in Vietnam o in qualche altro posto?

 Personalmente non pensavo molto al Vietnam. Penso che la maggior parte di noi soldati stanziati in Germania pensasse che, qualora avessimo dovuto combattere, avremmo combattuto contro i russi che avrebbero potuto riversarsi attraverso il Fulda Gap e trovarci là.

Ve l’avranno chiesto migliaia di volte: come mai vi pettinavate e vestivate così?

 I Monks si lasciavano orientare molto dai manager. Noi non eravamo entusiasti di doverci fare la chierica, ma Roger (il batterista)lo fece per primo e noi fummo praticamente obbligati a seguirlo. Fu difficile per me abituarmici, ma col tempo capii che si trattava del taglio giusto. I vestiti neri stavano da dio con quella pettinatura. Finimmo con l’apprezzare molto il nostro look, e a comportarci di conseguenza.

Se dovessi descrivere la vostra musica in tre parole direi:rabbia, divertimento e ragazze. Pensi che possa andar bene?

 Direi occasionalmente rabbia, ma principalmente divertimento, divertimento, ancora divertimento e ragazze.

Consigli da dare ai musicisti di oggi?

 Per i ragazzi, oggi, ci sono talmente tanti generi di musica che a volte può essere davvero dura capire quale sia il tuo vero interesse. Negli anni sessanta potevamo imparare a fare quello che facevamo  senza difficoltà, e credo che vedrete anche voi un ritorno di fiamma per quell’approccio naturale e disinvolto alla musica. E vi porterà ancora rabbia, e divertimento, e ragazze. Te lo prometto.

Ho letto che sei il sindaco di Turtle River. Com’è essere sindaco?

 Essere sindaco di una piccola città è divertente. I problemi sono piccoli e talvolta buffi. Quando ci sono le elezioni, il mio slogan è: NESSUN PROGRESSO! Non siamo interessati ad avere nuovi esercizi e non incoraggiamo la gente a venire a vivere da noi.

So che due di voi, purtroppo, sono recentemente scomparsi. Pensi che suonerete ancora insieme, in qualche modo?

 Ora ci sono solo tre Monks superstiti. L’organista, Larry, non ha più voglia di suonare, Eddie, il bassista, non so cosa voglia fare. Per quanto riguarda me, beh, sarei felicissimo di suonare coi Monks ancora, ma l’idea di sostituire Dave e Roger non mi piace. Preferirei piuttosto mettere in piedi una band davvero buona e fare qualche show così, senza nessuno dei Monks originali. Il nostro tempo è passato.

Ultima domanda: hai poi scoperto chi ti ha rubato il Cuckoo?

 Il mondo mi ha rubato il cuckoo ma si nasconde ancora dietro a una porta, o all’angolo della strada. A volte può essere in casa mia dove non posso vederlo, ma riesco a sentire un lieve suono che mi dice che è ancora mio. I cuckoo non possono essere persi, o rubati. Potresti non vederli, ma loro sono là che ti guardano. La vita è meravigliosa.

Annunci

One thought on “La Musica Così Come La Trovai – Interviewing The Monks

  1. Stavo cercando notizie in merito alla TAV per farmi delle idee più chiare in merito per cercare di capire le motivazioni serie del SI o del NO, ( a parte che il NO ha sempre scuse poco serie al riguardo ) e mi sei capitato tu! Non ho capito chi sei ne di dove ma leggendo le tue risposte sulla TAV mi sei piaciuto, il problema che tutti i ragazzi si fanno trascinare da preconcetti inculcati a forza e slogan triti e ritriti, pochi hanno le palle di dire le cose che hai detto tu. Complimenti, Andrea

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...