Le casse da morto non hanno tasche

Brevemente e semplicemente:

posto che il debito del nostro paese ammonta a circa 120 miliardi di euro, invece di imporre una “patrimoniale” (malvista da molti di quegli individui che, a mio avviso, confondono liberismo e libertà), il signor Gianni Dragoni – non so se è una sua teoria, ma l’ho sentita da lui – suggerisce un’operazione diversa, che proverò ad esporre.

Poniamo che sui grandi patrimoni, diciamo quelli sopra il milione di euro (prima casa esclusa), si fissi una sorta di imposta del 5% con la quale il nostro milionario sarebbe costretto ad acquistare titoli di Stato. Per essere più precisi, su un patrimonio di 1 milione di euro, il minimo per accedere allo speciale provvedimento, si tratterebbe di “prestare” 50mila euro.

Il calcolo prevede che con questa operazione si raccoglierebbero da subito 100 miliardi di euro. Ma non è tutto.

Un’altra particolarità di questa operazione, oltre al suo carattere costrittivo, risiede nel fatto che il tasso di interesse applicato non sarebbe quello del 6 per cento e rotti (quasi sette) che attualmente “grava” sui titoli di Stato del nostro paese, ma un tasso del 2 per cento, pari cioè a quello dei titoli tedeschi. In questo modo, ripagando gli interessi, si risparmierebbero circa altri 5 miliardi rispetto a quel che si andrebbe a spendere se i titoli fossero acquistati da investitori “qualunque”.

La garanzia, tra l’altro, potrebbe essere rappresentata dai famosi immobili di Stato che, in tal modo, non verrebbero svenduti.

Ora, io non sono un economista, né tanto meno un euro-milionario. Ma credo di avere abbastanza nozioni matematiche da poter dire che 105 miliardi (acquisti effettivi + risparmio dagli interessi) su 120 non sono affatto pochi.

Giancarlo Mazzetti

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9 thoughts on “Le casse da morto non hanno tasche

  1. ok si risparmia sugli interessi , ma quando lo stato dovrò restituire i 100 miliardi che ha prestato in un colpo solo ??? Mi sembra una st…….ta

    • E chi ha detto che dovranno essere restituiti tutti in un colpo solo?
      Si possono tranquillamente scaglionare le scadenze (tanto per dirne una)…
      Comunque il senso non è risolvere per sempre la questione cancellando il concetto di debito, ma avere i soldi per mettere per fare riforme di sviluppo e crescita (e produrre ricchezza con cui, poi, i “prestiti” verranno restituiti)

  2. Sarebbe un’ottima idea.
    Il mio unico timore è: non è che gli speculatori penserebbero: “se sono arrivati a fare questo, vuol dire che sono messi proprio male… spingiamo ancora un po’ per il default, dai che ce la facciamo!”

    Però in realtà, non c’è davvero motivo per cui debba essere una misura disperata! Se hai più di tot devi contribuire molto al bene collettivo sempre (anche finita la crisi, avremo comunque un debito enorme da ripagare), e questa è una strada dopotutto molto meno invasiva che tasse pure e semplici.

    • Concordo. Non dovrebbe essere una misura disperata. Sotto FDR, all’epoca del New Deal, i ricchi pagavano tasse fino al 91% del reddito. Consiglio la visione di Capitalism: a love story di michael moore. A me lui non piace, ma è un bel documentario.

    • Hai ragione, il debito italiano del 2010 è 1.843.015, ma il PIL 1.548.816.
      Forse è colpa mia che non l’ho specificato, ma quando parlo di debito parlo di debito al netto del PIL.

      Secondo la fonte a cui mi riferisco dovrebbe essere di 120 Miliardi. Se vuoi fare il calcolo con i numeri di cui sopra viene circa 290 (riferito al 2010), comunque
      l’ordine di riferimento rimane quello del “un paio di centinaia di migliaia di euro”, non di “migliaia di miliardi”, come tu affermi.

      Comunque grazie mille per la precisazione!

      • Certo se ti riferisci alla differenza tra debito e pil è corretto il tuo dato. Ci sarebbe un’altra idea per finanziare e ridurre il debito.
        Lo stato potrebbe fare un emissione di titoli pubblici (diciamo BTP) garantiti da attività reali: immobili dello stato (che ne ha un sacco e sono pelopiù improduttivi). Su questi titoli a rischio zero (perchè se fallisce lo stato ti prendi l’immobile) può pagare 3 punti lordi. Con quello che incassa si ricompra BTP che, oltre certe scadenze trentennali quotano intorno a 70. In questo modo abbatte del 30% il debito che deve rimborsare e paga anche meno di inrteressi.
        Di fatto così lo stato rende produttivo una parte del suo patrimonio immobiliare ma non necessaramente lo vende.
        ciao

      • Sì, più o meno il principio è lo stesso di quel che dicevo io…
        Comunque, dettaglio più o dettaglio meno, l’importante è che si mettano le opzioni sul tavolo.

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