Sanremo, Raphael Gualazzi: è plagio il brano vincitore del Festival?

Come ogni anno il Festival di Sanremo si chiude ma, fuori dalle porte dell’Ariston, se ne continua a parlare. Quest’anno, eccezionalmente, le polemiche sono state poche; un buon Festival, un bel Festival. Luca e Paolo, l’eccezionale Benigni e la “formula Morandi” hanno ridato vita ad un evento che, ogni anno, è il più discusso della televisione italiana.

Ma un’ombra di plagio si nasconde dietro ad una canzone. Non una canzone qualsiasi, ma la canzone vincitrice della sezione Giovani. Due anni prima della presentazione di “Follia d’amore” dell’ottimo Raphael Gualazzi, infatti, un gruppo di giovani cantastorie dell’hinterland milanese era uscito con una canzone del tutti simile a quella dell’Artigiano della musica di Urbino.

Non siamo qui certo per giudicare, ma la somiglianza è palese (potetete verificarlo voi http://www.youtube.com/watch?v=6pMHiu7XbE8).

Dopo aver visto il video abbiamo incontrato i componenti de Il cubo di Rubik monocromo (questo è il nome della Band creatrice del pezzo originale) andando là dove la musica, lontano dai riflettori, è rimasta passione, condivisione e partecipazione (sì, come la libertà) e abbiamo chiesto loro cosa ne pensano di questa storia.

Intervista di Giancarlo Mazzetti

 

Buongiorno ragazzi, posso darvi del tu?

Ahahahah! Ciao!

C’è un video, che sta girando parecchio su Facebook e YouTube, nel quale si sostiene che la canzone “Follia d’amore”, vincitrice di Sanremo Giovani abbia un intro particolarmente simile alla canzone “Lu.Lu.”, vostro pezzo del 2009. Innanzitutto vorrei chiedervi se credete davvero che i pezzi si assomiglino.

Sinceramente non abbiamo seguito Sanremo. Siamo venuti a conoscenza di questa storia tramite alcuni amici che ci hanno avvisato del video in questione. E’ stato creato da quello che crediamo essere un nostro fan, di cui ancora ignoriamo il nome, che “accusa” Gualazzi  di aver plagiato una nostra canzone (n.d.a.: la risposta è tutta in rima). Effettivamente abbiamo notato la somiglianza, quasi l’identità, dei due temi, nonostante i brani si sviluppino, poi, in maniera totalmente differente. Ad ogni modo, non crediamo si tratti di plagio come sembra voler denunciare chi ha prodotto il video del confronto; la questione, per noi, si riduce a quanto sia curiosa la somiglianza  tra i pezzi.

E’ vero, i primi passaggi dei due brani sono pressoché identici, dopodiché le melodie si allontanano e danno vita a composizioni differenti. Potendo tornare indietro, rifareste la vostra scelta, o preferite il modo in cui si dipana il pezzo di Raphael?

Non è solo una questione di melodia, le due canzoni si sviluppano in modo molto diverso fra loro anche per altri aspetti: quella di Gualazzi rimane legata al suo genere, noi invece siamo solo partiti dal jazz, cercando di evitare di cadere nei soliti clichè . Stesso discorso per il tema: quella di Gualazzi è una canzone d’amore, mentre noi raccontiamo la storia di un uomo e di una città… la nostra è una canzone mossa dall’Amore, non d’amore.

Bellissimo. Ma come vi spiegate che idee così diverse tra loro si traducano in sonorità così simili?

Da quello che ci è parso di capire la musica di Gualazzi è molto legata al jazz e allo swing (ci ricorda molto Conte, Buscaglione, Cammariere…). Il nostro sound è differente, pur amando moltissimo gli artisti citati; per la  “Lu.Lu” avevamo ricercato delle sonorità di quel tipo per meglio rappresentare i contenuti del testo e per creare una certa atmosfera…

 

Mi pare di capire che, per voi, non si tratti di eseguire un genere piuttosto che l’altro, ma piuttosto, di utilizzarli liberamente per creare e trasmettere situazioni… come se i generi musicali fossero dei colori sulla tavolozza, da mescolare per comporre il quadro canzone.  Potrebbe essere questo il concetto riassuntivo del progetto de Il Cubo di Rubik monocromo?

É difficile riuscire a definire il nostro progetto. Certo, parte tutto dalla canzone d’autore, ed è vero che abbiamo sempre cercato di non essere legati ad un genere prestabilito. Quello che ci interessa del fare musica è raccontare storie: la musica può essere una storia, oppure al servizio di una storia. Il fatto che ognuno di noi abbia radici musicali differenti, poi, ci ha permesso di poter spaziare fra diversi stili: da De Andrè ai Belle & Sebastian, da Sergio Endrigo ai Beatles, dai Radiohead ai Sigur Ros,  passando da Nick Drake fino ai Death Cab For Cutie.

Parliamo di “Lu.Lu”, il brano in questione: come nasce?

La canzone è del 2009, è una delle tracce del nostro primo disco Quarantatré miliardi di miliardi di possibili combinazioni (in una sola mossa). E’un omaggio a “il Solista del Mitra” (al secolo Luciano Lutring), esponente della malavita milanese ai tempi della “Ligera” e personaggio molto affascinante, sia per la sua fama (superata in seguito solo da Vallanzasca), sia per il suo modo di vivere. É stato un vero e proprio ladro gentiluomo ma purtroppo ha pagato molto  più di quello che meritasse, nonostante oggi sia un affermato e libero artista.

Abbiamo cercato di ricreare l’atmosfera di una vecchia Milano, una Milano nella quale erano ancora presenti molte fabbriche, le case a ringhiera erano solo dei piccoli appartamenti per gli operai nelle periferie, e la voglia di cambiare la propria condizione sociale era molto presente in tutti. La musica dell’intro parla dei tram, della fuliggine che anneriva i volti della gente per la strada, racconta il disagio di nascere figlio di panettiere in una  città moderna, ma poco generosa.

E della canzone di Raphael, cosa pensate? Vi piace?

Dopo che è venuta fuori questa storia, ci siamo ritrovati ad ascoltare anche le altre canzoni del Festival. Raphael è bravissimo, e la canzone non è niente male, probabilmente è la migliore tra quelle proposte dai giovani in gara, ma ad essere onesti… be’ forse a volte è meglio non essere troppo onesti, no?

Per quanto riguarda Sanremo? Ci andreste? Siate onesti, questa volta…

Sanremo offre una grande visibilità, è indubbio. Se avessimo la certezza che in quel contesto la nostra musica verrebbe apprezzata per il suo autentico contenuto (e non solo per la giostra mediatica che ogni anno viene a crearsi), saremmo ben lieti ed onorati di parteciparvi.

Cosa rispondete ai maligni, che dicono che tutta questa storia l’avete messa in piedi voi stessi al fine di pubblicizzare il vostro progetto?

Ahahahahah! Diciamo che ognuno è libero di esprimere la propria opinione…


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